La
ricchezza indiscussa del mare di Pianosa, fin dall'atichità,
ne fa oggi una risorsa rigenerante insostituibile
per l'arcipelago ed in particolare per la vicina Elba.
La "Cornucopia"
mitologica dell'abbondanza e della prosperità è in Pianosa
un fatto oggettivo attraverso i suoi
specifici valori: l'Isola stessa è un incredibile contenitore
culturale ed ecologico che supera largamente l'immaginazione
di chi la osserva e conosce superficialmente. La base primaria
della ricca storia pianosina è insita nelle sue posizione
geografica, costituzione geologica (prevalentemente calcarea)
e nella morfologia pianeggiante, cui si connette
la ricchezza di acqua.
GROTTE NATURALI, RIFUGI PREISTORICI PER COMUNITA'
Le 3 tipologia delle grotte di Pianosa, tavola tratta
da "Gl'Iberici
in grotte artificiali, fondi di capanne e in caverne"
di Gaetano Chierici, in Bull. Di Paletnologia It.
1882.
Le numerose grotte formatesi naturalmente per erosione,
persino un sistema carsico, hanno permesso di offrire comodo
rifugio agli uomini preistorici; così dal paleolitico superiore,
attraverso il mesolitico, il neolitico e la protostoria
(età dei metalli) le testimonianze lasciate dai nostri antenati
sono numerosissime ed anche eccezionali: Pianosa ha ospitato
comunità stanziali con insediamenti in grotte naturali e
poi anche artificiali, scavate con i primi strumenti metallici
di rame. Queste comunità ci hanno tramandato anche strutture
artificiali particolari (dalla forma a forno) destinate
alle sepolture e quindi al culto dei morti con riti particolari
che hanno mostrato (come nella famosa "Grotta dei Due Scheletri")
l'inumazione con disposizione particolare dei corpi e dei
corredi funebri costituiti da grosse conchiglie forate accostate
al capo dei defunti e da corredi di strumenti litici, ecc..
Non meno famose e suggestive altre strutture artificiali
(es. i "Pozzi a capanna") composite e misteriose sulle quali
gli studiosi odierni e del passato non si sono ancora accordati
sulle funzioni e sul periodo di realizzazione.
Per dare una idea del fenomeno solo delle cavità artificiali
citiamo che il famoso studioso e esploratore dell'ottocento,
Gaetano Chierici (il massimo studioso dell'Isola di Pianosa),
ne contò al suo tempo 111. Le ricerche della Soprintendenza
Archeologica e delle Università di Pisa e della Corsica
hanno ripercorso e ampliato questi studi con ulteriori eccezionali
ritrovamenti.