I reperti fossili degli squali sono tre volte più
antichi di quelli dei dinosauri. Risalgono all’indietro
nel tempo lungo il cammino della storia naturale per
un tratto superiore cento volte quello percorso dagli
esseri umani. Questo albero genealogico rappresenta
più di 450 milioni di anni di evoluzione indipendente.
sistevano
già squali negli oceani del mondo primordiale molto
prima che i primi vertebrati strisciassero sulla terra
ferma, prima che i primi insetti prendessero il volo,
persino molto prima che molte piante avessero colonizzato
i continenti. Se potessimo rivivere il passato, gli
squali sarebbero tra le poche cose familiari che potremmo
vedere in un mondo di organismi sconosciuti.
PERFETTAMENTE
STRUTTURATI PER RESISTERE AL TEMPO
Non ci sarebbe la grande sagoma
del grande squalo bianco, né il profilo affusolato
e idrodinamico dello squalo martello, né i feroci
denti seghettati dello squalo tigre. Non si potrebbe
riconoscere nessuno degli squali moderni. Il fossile
più antico attribuito dai paleontologi a un gruppo
ancora vivente di squali risale approssimativamente
a 180 milioni di anni fa, certo un antenato rispettabile,
ma la maggior parte dei gruppi attuali risalgono "solo"
a 100 milioni di anni fa. Gli squali sono dotati di
vari organi sensoriali, creati per cercare i loro
simili. Essi possono captare onde sonore su una distanza
di 3 miglia e localizzare la provenienza di un rumore
con un margine d’errore di un metro quadrato. Possono
sentire l’odore del sangue fino a sei miglia di distanza,
e sono in grado di registrare l’alta tensione corporea
di un pesce ferito e addirittura di percepire il battito
cardiaco. Guidato da queste percezioni, lo squalo
trova le sue prede anche al buio o in acqua completamente
torbida.