FOTOGRAFIA


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Anche la parabola esistente del sistema di illuminazione a lampadina, non idonea alle riprese macro in quanto troppo ingombrante e quindi da collocare troppo lateralmente con relativi difetti di illuminazione del soggetto, è stata sostituita da un flash autocostruito totalmente: la parabola, cosa singolare, è la riutilizzazione di un piccolo e modestissimo posacenere in alluminio che è stato anodizzato contro la corrosione come altre parti in alluminio; alcuni corti bracci snodabili collocano la parabola a fianco del punto di ripresa della macchina fotografica, rendendo l'illuminazione laterale quel tanto che basta a non appiattire l'immagine. Talvolta sul lato opposto viene collocata una mascherina metallica bianca con la funzione di riflettere il lampo e ammorbidire le ombre. Il circuito di servizio per la lampadina è stato copiato da quello del flash a lampadine della Nikonos II, in quanto funzionava benissimo ed aveva uno schema elettrico semplicissimo con una pila da 22,5 volt, una resistenza e un condensatore; le lampadine, tipo PF1 Philips o simili della Sylvania ecc. (sbucciate dalla pellicola blu che compensa in esterno l'emissione rossa del tungsteno che invece è utile in acqua a compensare le dominanti blu) permettono di scattare a 1/60 con diaframma oscillante tra 22 e 32, ottenendo così un'ottima profondità di campo nitido.

IL RISULTATO E' COGLIERE LE VARIANTI CROMATICHE

Questi valori si impostano utilizzando però in contemporanea 2 lenti addizionali sovrapposte sulla Yashica: queste devono essere utilizzate provando l'inquadratura precedentemente su un soggetto di riferimento a secco in quanto, la compensazione dell'errore di parallasse è solo su una delle 2 lenti accoppiate e non arriva a coprire lo stesso errore alle diverse distanze; quindi il centro dell'immagine nel pozzetto, per riprendere il soggetto, si sposta più o meno a seconda che si lavori su "infinito" o alla minima distanza. Il circuito interno trasmette l'impulso elettrico alla lampadina tramite fili di rame e contatti bagnati. Periodicamente l'ossidazione impone il rinnovo, economico, di questi componenti bagnati. I lettori, abituati alle modernità elettroniche, potranno constatare comunque i risultati interessanti dell'attrezzatura che viene ancora usata dall'autore esclusivamente per queste riprese, a terminare la riserva di lampadine acquisite precedentemente (l'intenzione successiva sarà di utilizzare un elettronico autocostruito). L'uso e l'adeguamento di questa attrezzatura, che risale a molti anni fa, è stato giustificato sia dalla necessità di rivolgersi in quel momento ad apparecchi economici rispetto ai Rollei e quindi da una disponibilità di mercato, in fatto di modelli, scarsa. In quel periodo era inoltre maggiormente in uso il formato 6x6 che rendeva molto in fatto di riproduzione editoriale ed anche per le proiezioni di diapositive. Le soddisfazioni ottenute dall'autore con tale accoppiamento custodia-Yaschica (quest'ultima di ottima qualità) hanno permesso di costiuire un discreto schedario fotografico dal quale varie immagini sono utilizzate nella rubrica conoscere il mare.


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