Gli esseri viventi che
inaugurano questa rubrica hanno causato la scorsa
estate una vera e propria invasione dei nostri litorali.
Queste pagine sono dedicate a loro e a tutti coloro
che per sorte o per curiosità si sono imbattuti
in animali più o meno strani più o meno
rari che popolano i nostri mari. Tutto questo è
un invito a sciverci e a mandare le vostre foto. I
soggetti ritratti saranno identificati e i risultati
verranno pubblicati in questo spazio.
enorne
quantità di questi Idrozoi che negli ultimi anni ha
calmato di meraviglia i più o meno occasionali spettatori
è la migliore risposta alla saccenteria dei Profeti
i sventure che da anni prevedono la morte biologica
del mediterraneo. Si perchè costoro, indisponenti e
saccenti come i tuttologi della TV, avevano previsto
il cataclisma del fatto che le Velelle erano scomparse.
Da tre o quattro anni all'inizio dell'estate immensi
sciami di questi Idrozoi (praticamente colonie di singoli
individui specializzati e non "meduse") conosciuti come
"barchette di S. Pietro", si concretizzano quasi improvvisamente
in vaste areee del Tirreno settentrionale e spiaggiano
massivamente ricroprendo le spiagge di un delicato mantello
di petali azzurri. Come quelli che da bambini gettavano
per le vie del paese per la festa della Madonna. Quando
spiaggiano le Velelle, Velella spirans Forks,
per qualche tempo possono spandere un odore sgradevole,
ma è cosa di pochissimi gironi poichè il loro corpo
rapidamente si dissolve al sole. Aderente al corpo di
questa delicata creatura che ha l'aspetto di una barchetta
con tanto di vela si rinvengono quasi sempre le splendide
conchiglie del gen Janthina, fragili edestinate alla
vita pelagica. Il loro colore viola azzurro merita un
momento di sosta e di ammirazione. Nella speranza che
questa presenza messaggera di vita si ripeta tante volte
attendiamo la prossima primavera per altre Velelle e
altre Janthine...