Dovendo
assentarci per il mese di luglio dal luogo delle nostre
vacanze,
il giorno stesso del varo l’abbiamo tirata in secco
e caricata sul portapacchi dell’auto per tradurla
in luogo protetto, il giardino della casa di Attilio.
Remi e motore, però, erano ancora al di la da venire,
anche questi tutti da “inventare”.Un
remo, nell’immagine mentale che i più probabilmente
ne hanno, è un oggetto molto semplice, un bastone
che in fin della sua lunghezza cambia idea e diventa
piatto. Tanta semplicità, però, scompare subito di
fronte al proposito di costruirne uno, anzi due. Un
conto è averne un’idea generale, altro discorso è,
invece, sapere quanto dev’essere lungo, di quale legno
dev’essere fatto ed a che punto della sua lunghezza
inizia la trasformazione da cilindro in paletta. Non
sapendo, al momento, rispondere a questi cruciali
interrogativi, faccio un’ indagine di mercato per
sapere quanto costerebbe comprarli, la via più breve.
Scopro che si parte dai cento euro per la coppia,
e capisco anche che questo è il motivo per il quale
si tende a non lasciarli incustoditi.
AIUTATI DALLA TECNOLOGIA,
MANUALITA' E PERSEVERANZA
Spendere
questa cifretta per dotarsene sarebbe anche possibile,
ma contrasterebbe con l’idea che finora ci ha guidati,
quella del far da sé in economia. Per di più, Attilio
possiede una vera falegnameria, oltre che doti di
costruttore ben al di sopra della media degli artigiani
professionisti, per cui è molto più economico e logico
costruirli. Saggiamente, il mio socio argomenta che
però occorrerebbe un modello, io condivido ma non
dispongo di nessun
“campione” da copiare. Tuttavia, mi dico, posseggo
un computer ed una certa dimestichezza con i software
di disegno tecnico, per cui posso lavorare al problema
della forma finale attraverso tentativi “virtuali”.
Dopo aver tirato fuori velocemente un paio di sagome
disegnate col CAD, mi viene in mente che posso fare
di meglio: navigare in Rete alla caccia delle informazioni
che mi occorrono. Dopo aver letto sul Collins come
si dice “remo” in inglese (oar) affronto il mare aperto
di ottomila segnalazioni del motore di ricerca e subito
dopo traccio la rotta aggiungendo altre parole ad
hoc, sempre in inglese, nella slot di ricerca.