I LETTORI CI SCRIVONO






Testo e foto di Franco Baccari

Dopo un’estate trascorsa in modo abbastanza monotono, tra scarroccio e i soliti palamiti, a fine settembre sulla banchina del porticciolo di Campomarino qualcuno inizia a ricordare che lo scorso anno, di questi tempi, aveva gia catturato la prima ricciola di taglia..



uesta rimembranza si pianta come un tarlo nella mente al punto che decidiamo di presentarci all’appuntamento per il prossimo fine settimana. Da Campomarino le opzioni per i luoghi di pesca sono due. La prima è l’area prospiciente la zona Rospo Mare delle piattaforme petrolifere a circa 18 Mn, mentre la seconda è alle Isole Tremiti a circa 20 Mn. Decidiamo per la prima e di buon mattino, approntata la barca e l’attrezzatura, usciamo col Vanda dell’amico Peppe.



UN ADRIATICO ANCORA TUTTO DA SCOPRIRE



La zona Rospo è costituita da tre piattaforme petrolifere e dall’Alba marina che fa da nave serbatoio, su di un fondale di 80m. Nel tentativo di non dare nell’occhio e cercando di rispettare i limiti di avvicinamento prescritti, ci teniamo a debita distanza dalla piattaforma RSM-C, ovvero quella più fuori e a nord del campo vietato. Alle 9.00 avvistiamo delle grosse mangianze a circa 3-400 metri fuori dalla piattaforma. Iniziamo a trainare e poiché il raggio di pesca è abbastanza stretto, decidiamo di calare una sola canna da 50 lbs. con Rapala Magnum da 18cm a 60 metri dalla poppa, con cinque piombi a sgancio rapido, ciascuno da 350gr. Velocità poco meno di 6 nodi e dopo circa 45 minuti di giravolte ecco che parte la canna.La violenza con cui sono volati via circa cento metri di lenza mi porta a sospettare che forse potrebbe trattarsi di uno dei soliti tonni che stanziano lì intorno.






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