MARE E SCIENZA






Quando un mammifero acquatico, un rettile o un uccello si immergono, attuano le tipiche risposte all'immersione, quindi cessa la respirazione (apnea), il ritmo cardiaco rallenta (bradicardia) e il flusso sanguigno diretto ai tessuti periferici viene ridotto. In queste condizioni l'animale può contare sulle riserve di ossigeno presenti nel sangue, nei polmoni e nei muscoli per sostenere il metabolismo aerobico, oppure può innescare il metabolismo anaerobico.

Testo di Luca Comini - Foto di Leonardo Mastragostino



rima di analizzare in dettaglio il processo, va detto che per avere una buona performance di immersione, l'animale deve mantenere un metabolismo aerobico, tanto più abile è un animale, tanto più lungo sarà il suo limite di immersione aerobica o ADL (aerobic dive limit). Fare immersioni anaerobiche significa invece accumulare lattato nei muscoli che richiede tempo per essere riconvertito.




IMMERGERSI MANTENENENDO UN METABOLISMO AEROBICO




Questo non permette di reimmergersi immediatamente se non al costo di un ulteriore accumulo.
Nei mammiferi, ma non solo, vi sono due importanti molecole in grado di legare l'ossigeno
per renderlo disponibile poi ai tessuti, l'emoglobina, presente nel sangue e la mioglobina presente nei muscoli.
Queste molecole, che vengono dette pigmenti respiratori, hanno una diversa affinità per l'ossigeno, cioè hanno bisogno di concentrazioni (sotto forma di pressione parziale) diverse per legare e rilasciare l'ossigeno. L'emoglobina ha una P50 (pressione parziale di ossigeno ad una saturazione del 50%) di 27 mm Hg, mentre la mioglobina ha una P50 di 3 mm Hg.



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