Intanto vi dico subito di non confondere questa bella specie
con Anemonia sulcata: può ingannare il colore ma i tentacoli
di Anemonia sono molto più lunghi e fluenti come una capigliatura.
Testo e foto diLeonardo
Mastragostino
La specie in
oggetto, fotografata nell’Arcipelago di Lavezzi,
vive abitualmente sui fondali sabbiosi e detritici
in punti ben illuminati dal sole, a pochi metri
di profondità e dove le acque sono calme. Si
trova nei nostri mari con una certa frequenza ma
non è comunissima. Molto bella e di grandi
dimensioni, ha il corpo cilindrico e colonnare (circa
7 cm di diametro per circa 40 di lunghezza) affossato
nel sedimento (ma anche nelle spaccature della roccia)
e costituito da un robusto disco basale; il colore
del corpo è rosso-arancio-cinabro con striature
verticali. La corona (fino a 25 cm di diametro)
è composta da numerosi tentacoli (circa 7 cm di
lunghezza), corti (anche tozzi) e carnosi: il colore
varia dal bruno-verdastro al bianco, anche con bande
più o meno accentuate, con apice viola.
Al
centro della corona il disco orale. La specie cattura
piccoli organismi paralizzandoli con le proprie
cellule urticanti. La tossina abitualmente
non ha effetti sull’uomo ma può esistere una sensibilità
individuale: evitate pertanto di toccare i tentacoli.
Siamo nell’ambito dei Celenterati, phylum Cnidarii,
classe Antozoi, sottoclasse Esacoralli (Antozoi
perlopiù provvisti di tentacoli non pinnati, eccetera),
ordine Attiniari (Esacoralli privi di scheletro,
tentacoli uguali da sei a cento, eccetera), famiglia
Attinidi (caratterizzata da robusto disco pedale,
tentacoli disposti in cerchi, eccetera).