Una
volta all’esterno, al contatto dell’acqua di mare, la
massa si gonfia e assume
consistenza gelatinosa. Eccoci al dunque: secondo la modalità
di espulsione all’esterno, l’ovatura
assume forme diverse e caratteristiche nelle diverse specie.
Per l’ordine dei Nudibranchi, ad esempio, ogni specie
depone un cordone caratteristico, a seconda di uno dei 4
sottordini di appartenenza, e costituito da una serie di
capsule ovigere contenenti ciascuna
mediamente
da 5 a 20 uova.
LA
DEPOSIZIONE CHE PRENDE LA FORMA DI UN FIORE
LE
OVATURE Assomigliano
a un cordone, a un nastrodi
varia larghezza e spessore,
oppure hanno forma a lamina, o globulare, a volte con
un peduncolo, eccetera. Quindi il complesso dell’ovatura
può essere disposto “artisticamente” aspirale,
a zig-zag,
diritto, a greca, a ciuffi, ma anche
in ammassi informi.
Inoltre possono essere appiattite o rilevate,
frastagliate o pieghettate e così via. Il numero di uova
è variabilissimo da specie a specie: da tre uova del genere
Okadaia, a più di 26 milioni in Aplysia fasciata.
In questa specie l’ovatura è formata da un cordoncino
lungo fino a 25 metri ma disposto in un ammasso aggrovigliato
di notevoli dimensioni e dal colore rosato o giallo-aranciato:
tali ovature, conosciute anche dai pescatori, sono chiamate
comunemente “spaghetti di mare”.