AMBIENTE

I nostri fiumi e torrenti mostrano largamente le sponde invase da rifiuti plastici d'ogni genere (nelle foto l’Arno nel tratto del Valdarno superiore), a distanza di anni dagli inizi della discussione del problema.

Testo e Foto di Leonardo Mastragostino


e recenti piene sensibili che hanno coinvolto il bacino dell’Arno hanno permesso che la plastica, nella forma di vari contenitori e moltissima in foglio o altri manufatti, sia stata depositata visibilmente sulle sponde e sulla vegetazione, oltre a quella che è sicuramente giunta al mare (ed oltre alla compagnia di altro genere di rifiuti).
In alcuni tratti il fenomeno è meno visibile perché le sponde oggi sono spesso quasi totalmente “ripulite” dalla vegetazione arborea e arbustiva.

PLASTICA: CINQUANT'ANNI DI INQUINAMENTO CONTINUATIVO


A pochi metri da riva si può notare una grande macchia di sporco galleggiante causata molto probabilmente da rifiuti gettati nei fiumi o in mare

Tutto questo viene fatto a causa dei timori che possa essere sradicata durante le piene e vada a costituire ostacolo sotto le arcate dei ponti (speriamo che cessi questo saccheggio ambientale legalizzato con la costituzione delle casse di espansione e comunque con una manutenzione intelligente che asporti solo le piante malferme e secche): rimane così un effetto canale dei corsi d’acqua che hanno perduto spesso una primitiva naturalità; solo quando la piena è rilevante, l’acqua arriva alle piante più in alto sulle rive e allora torna evidente la plastica multicolore che, come tante bandierine, “allieta” e “decora” la vegetazione.


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