La seppia: un talentuoso trasformista che raccoglie consensi
amorosi sempre... anche nei casi più difficili. Due grandi
occhioni neri, un aspetto moderno e brillante, una forma
flessuosa e dinamica. Queste sono solo alcune delle caratteristiche
del piccolo -ma attenzione qualche volta sfiora i due
chilogrammi di peso con appena 35 centimetri di lunghezza-
organismo acquatico che ha raggiunto gli onori mediatici
internazionali con una sua bella foto Nature (n° 433).
Testo di Silvia Sorvillo - Foto Eleonora de Sabata e arch.
Pesca e Nautica
uesto
cefalopode intelligente (ha un sistema nervoso piuttosto
sviluppato, i suoi occhi hanno una potenzialità
paragonabile a quella dei vertebrati) che i pescatori
ben conoscono non solo per la qualità delle sue carni,
ottimo richiamo per pesci più corposi (dentici, cernie
e ricciole), ma anche per una
serie di buffe strategie mimetiche che garantiscono
agli esemplari più gracilini sicuro successo amoroso.
UN
"TRAVESTITO" CHE MANTIENE LA SUA VERA
IDENTITA'
Con un
po’ di tecnica l’abile, e bruttino trasformista riesce
così nelle conquiste galanti più disperate, anche quelle
in cui si trova a gareggiare con rivali molto più aitanti
e virili della sua stessa specie . Chi è pratico di
pesca ben conosce le repentine mutazioni cromatiche
e le sue straordinarie tecniche di mimetismo. Grazie
a queste doti naturali, la seppia sopravvive piuttosto
discretamente, e senza troppi sforzi, anche
sui fondali marini più frequentati. Generalmente non
è molto rilassante, e tanto meno facile, sopravvivere
in condomini acquatici dove si aggirano squaletti azzurri
minacciosi o dentici in cerca di spuntino,
lui (la seppia) lo fa abitualmente.