Lo
sbarco a Bastia ci vede puntare a Sud, col fedele
Mercedes azzurro che si tira dietro,
pazientemente, l’altrettanto fedele Bat carico di
attrezzature. Passata la zona degli Stagni di Biguglia
e poco oltre l’aereoporto di Poretta,
si prende la strada a destra che si inoltra all’interno,
lungo il fiume Golo, in direzione di Corte
(che vale la pena di essere visitata, per chi non
la conosce, allungando appena il tragitto dalla strada
che conduce al Golfo di Porto). Per dirigersi subito
verso Porto si devia a destra
prima di arrivare a Corte, all’altezza di Francardo.
CONTRASTO
FRA MACCHIA MEDITERRANEA E AMBIENTE ALPINO
Sempre
seguendo il corso del Golo che regala
costantemente la visione di acque cristalline
e molto diverse da quelle che si vedono nei corsi
d’acqua nostri, specie quando sono distanti dalla
sorgente.
La strada che per ora è stata larga e agevole,
inizia a salire e a divenire più tortuosa e stretta; il
paesaggio cambia e da collinare diviene decisamente montano,
poco oltre; si costeggia la profonda e paurosa gola, sempre
del torrente Golo: ogni tanto
una frana o un parapetto sfondato e una carcassa qualche
diecina di metri in basso ci ricordano la necessità
di estrema prudenza e del suonare ad ogni curva.
Non ci vuole molto a vedere l’imponente Monte Cinto che
domina dall’alto dei suoi 2706 metri: gli passiamo accanto
attraversando il delizioso paese di Calacuccia, posto
a fianco di un lago e dove numerose sono le testimonianze
preistoriche e protostoriche.