La
tropicalizzazione del Mediterraneo è ormai da anni in
pieno svolgimento e, se fino a poco tempo fa, la cattura
o l'avvistamento di un pesce "strano" destavano
curiosità e meraviglia, adesso non facciamo quasi
più caso a gigantesche lampughe, barracuda, marlin
bianchi e chi più ne ha più ne metta.
Testo di Cesare Maffei - Foto di C. Maffei, A. Costanzo,
D. Craveli
l
Mar Mediterraneo è un bacino che a causa della sua conformazione
può essere definito pressoché "chiuso".
Fino alla fine dell’800, infatti, lo Stretto di Gibilterra
ha rappresentato l’unico ingresso in Mediterraneo per
specie ittiche ed acque ricche di nutrienti provenienti
dall’Oceano Atlantico. L’apertura del Canale di Suez,
via di transito per il Mar Rosso, ha dato
origine ad un fenomeno all’epoca inimmaginabile, vale
a dire la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo. Fin dall’apertura del canale,
alcune specie ittiche tropicali, spinte alla ricerca
di prede e nuovi ambienti da colonizzare,
si sono inoltrate fino a giungere in acque mediterranee,
trovando ambienti adatti dove predare e riprodursi.
PROSSIMI
ARRIVI BLU MARLIN E PESCE VELA?
L’espansione
di questi primi "emigranti" provenienti da acque calde
e maggiormente saline, è stata tenuta a bada
proprio dal minor livello di salinità delle acque antistanti
le coste egiziane, determinata dall’apporto di ingenti
masse d’acqua dolce che il Nilo costantemente ha versato
in mare attraverso il suo delta. Con
la costruzione della diga di Assuan, avvenuta nel 1965,
la portata del fiume sacro al popolo dei Faraoni subì
un brusco calo, favorendo di conseguenza un aumento
della salinità delle acque antistanti il Canale di Suez,
che causò una dispersione delle specie endemiche a tutto
vantaggio di quelle provenienti dal Mar Rosso, che da
queste acque poterono iniziare la colonizzazione delle
coste mediterranee. L’elemento
che più d’ogni altro ha contribuito in maniera decisiva
all’adattamento delle nuove specie ittiche,
è stato l’innalzamento medio della temperatura terrestre
e di conseguenza delle acque marine, dovuto anche a
cause antropiche come l’aumento dell’effetto serra causato
dall’immissione nell’atmosfera di grosse quantità di
anidride carbonica.