Volendo generalizzare possiamo
affermare che più il bigattino-esca si
comporterà come quelli lanciati per pasturare,
maggiori saranno le probabilità di cattura.
Dallosservazione della corrente
avremo ancora indicazioni circa la zona esatta dove lanciare
i bigattini-pastura. Se infatti pasturiamo nel
punto sbagliato, a causa della corrente correremo il rischio
di escludere dallazione di pesca il nostro terminale,
portando i pesci a seguire la pastura in allontanamento
ed a mangiare ben distanti dalla nostra postazione. Dovremo
essere capaci di individuare il punto esatto dove lanciare
la pastura in modo da far ritrovare il nostro
amo sempre nel bel mezzo dei bigattini in caduta, e creare
una sorta di scia costante, unautostrada culinaria
che porti i saraghi dai meandri della scogliera dritti dritti
verso il nostro terminale.
PREFERITA
DAI PESCATORI DI PROVENIENZA DULCIACQUICOLA
Linnesco che abbiamo prediletto
su tutti è stato quello a doppio bigattino
a "baffo", con i due bigattini appena appuntati
sotto pelle per la coda su di un amo di misura compresa
fra il 14 ed il 18. Ricordiamo a beneficio di tutti che
la testa del bigattino è lestremità
a punta connotata da una zona di colore più scuro,
mentre la coda è lestremità più
rotondeggiante caratterizzata dalla presenza di due puntini,
i quali altro non sono che organi per la respirazione. I
galleggianti utilizzati sono stati quelli con forma molto
allungata da ½ g per limpiego a mare calmo,
fino ad arrivare allutilizzo di quelli da 2 g in condizioni
di mare mosso. Per i braccioli abbiamo dovuto impiegare
a mare calmissimo uno 0,10, che
varie volte è stato tristemente divorato dalla dentatura
di esemplari da svariati etti con conseguente
fuga della preda, fino ad arrivare ad uno 0,14 in condizioni
di accentuata turbolenza. In bobina una lenza madre dello
0,15 ha fatto il suo dovere contro le repentine fughe di
questi splendidi sparidi.
I momenti di maggiore mangianza sono stati quelli concomitanti
con i cambi di luce, ma anche durante la notte abbiamo riscontrato
brevi periodi di buona propensione allabboccata, intervallati
però da lunghe pause. Per
la comparsa di esemplari di taglia nei carnieri diurni,
è quasi dobbligo invece la mareggiata alle
sue ultime fasi o la scaduta. Arrivederci al prossimo mese.
Cosè
il bigattino?
Il
bigattino è la larva della mosca carnaria (sarcophaga
carnaria) al suo ultimo stadio di sviluppo prima di
divenire "crisalide" e di trasformarsi poi
in una mosca adulta. Il tempo che intercorre fra la
schiusa delle uova, deposte allinterno di corpi
in decomposizione dei quali queste larve si cibano,
e lo stadio larvale terminale, può variare da
un minimo di tre giorni ad un massimo di una settimana,
secondo la temperatura circostante e la quantità
di cibo a disposizione. Una volta acquistati, i bigattini
possono essere conservati anche per diversi giorni,
a patto che si ripongano sempre nel frigorifero, ben
chiusi nelle apposite sacche o nei secchielli col tappo
forato. Le basse temperature, infatti, rallentano enormemente
il progredire dello sviluppo della larva, pur mantenendola
ben vitale.