UN'ESCA AL MESE

 

Una volta che i pinnuti avvistano la nuvola di bigattini fluttuanti, ne esaminano l’aspetto e la velocità di caduta, e se la situazione li convince, iniziano a mangiarne il contenuto. L’appetito dei più pigri è inoltre stimolato proprio dalla vista dei primi commensali già intenti a sbocconcellare larvette qua e là. A questo punto s’innesca un comportamento che alcuni definiscono "frenesia alimentare", che porta i pesci a mangiare voracemente e più velocemente degli altri dapprima le larve in sospensione, e poi quelle che si depositano sul fondo. E se in questa nuvola di bigattini riuscissimo a piazzarne un paio che nascondano sotto pelle un micidiale ametto, quale sarebbe il risultato? Molto probabilmente qualcuno dei commensali deciderebbe di mangiare senza timore il "boccone avvelenato" restandone inesorabilmente allamato. Ma come tradurre tutto ciò in termini pratici? Dotandoci di una canna da bolognese, di un mulinello con un’ottima frizione, di circa ½ Kg di bigattini e di tanta pazienza per ricercare le postazioni più propizie sulla scogliera, ad esempio quelle dove gli scogli sul fondo si aprono creando dei profondi canali o dei passaggi forzati.

PESCI DA SCOGLIERA IN PREVALENZA SARAGHI

Le montature utilizzate durante la nostra ultima esperienza estiva prevedevano il galleggiante fisso con classica scalatura di pallini, ma soprattutto dove il fondo raggiunge batimetriche rilevanti, funzionano alla perfezione anche le montature con galleggiante scorrevole alla maniera "inglese", a patto che siano ben realizzate e che le condizioni meteo e la corrente consentano di utilizzarle al meglio. Una volta individuata la postazione più idonea, la difficoltà sta nell’interpretare l’intensità e la direzione della corrente nei vari strati della colonna d’acqua sottostante. Dall’attenta valutazione di quest’elemento chiave dipenderà la scelta del tipo di galleggiante, della piombatura da adottare e della sua disposizione lungo la scalatura. Ad ogni modo, orientarsi verso la minima piombatura utilizzabile correttamente, porta a risultati sicuramente più soddisfacenti in termini di catture. Se il bigattino-esca pendesse da un galleggiante troppo grosso, il sarago s’insospettirebbe non poco sentendo la resistenza del bigattino alla mangiata rispetto agli altri della pastura, e questo lo invoglierebbe a sputare via il boccone.


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