Siamo tutti responsabili,
colpevoli e non, delleducazione ambientale
dei nostri figli o compagni di pesca. Tutti
noi potremmo e dovremmo informare chi non ha avuto la
fortuna di sapere che una cicca
di sigaretta, prima di essere consumata da
agenti naturali e biologici, resta lì dove labbiamo
spenta per circa due anni, o che un sacchetto
di plastica abbandonato in mare viaggia trasportato delle
correnti per circa cinquecento anni, con tutta la probabilità
di finire fra le fauci di qualche cetaceo o di qualche
tartaruga marina, scambiato per dellottimo cibo,
provocandone inevitabilmente unorrenda morte per
asfissia!
SI PUO'
ESSERE IN TANTI E LASCIARE UGUALMENTE PULITO
Ragazzi, non è
difficile andare in spiaggia, o in barca, o
sulla scogliera, o ancora sul molo,
muniti di un sacchetto di plastica atto a raccogliere
i materiali di scarto della nostra battuta
di pesca settimanale. Non è difficile richiuderla
accuratamente a fine battuta e gettarla in un apposito
contenitore per la raccolta dei rifiuti.
E solo questione di volontà! Se
abbiamo la forza di percorrere cinquecento e più
metri con sacca, e Dio solo sa quantaltro in spalla
o al seguito, per recarci fino alla postazione prescelta,
perché non ne potremmo percorrere magari solo altri
cento per raggiungere il contenitore apposito e preservare
così elementi per noi fonte di tanto relax e divertimento,
quali sono il mare e le coste?