Numerosi i diving center, dislocati sul porto di Bonifacio,
o lungo la strada che proviene da Porto Vecchio subito
prima di giungere al porto di Bonifacio. Qui
è possibile trovare anche assistenza e la possibilità
di ricaricare le bombole (attenzione alla data
di scadenza: ci risulta che in Francia anche le bombole
nuove di primo acquisto devono essere collaudate dopo
2 anni). Chi scrive è autosufficiente e non ha
da tempo il problema di dipendere dai punti di ricarica,
pur provvedendo regolarmente ai collaudi delle proprie
"bottiglie".
ACQUA
INCONTAMINATA E FONDALI MULTICOLORI
Un consiglio: coloro
che sono autonomi, nel senso che vanno in mare
per conto proprio, hanno il dovere di informarsi alla
Capitaneria delle previsioni meteo: ricordino i lettori
che le Bocche di Bonifacio rappresentano
una "strozzatura" dove i venti, a causa dell'
"effetto Venturi", acquisiscono velocità;
la dominanza dei venti del 3° e 4° quadrante portano
sull'Arcipelago delle conseguenze estremamente consistenti.
Ormai da anni frequentatore dell'arcipelago, chi scrive
non può fare a meno di tornare sulla "secca"
delle cernie, in mare aperto ad Est di Lavezzi: qui da
un fondo misto di 30-40 metri, si elevano rocce fino alla
profondità di circa 24 metri. Normalmente non è un problema
localizzare la secca perché numerose
barche costituiscono un punto di riferimento sicuro, cui
accostarsi e ancorare con estrema cautela dato il numero
di sub normalmente presente in acqua.