AMBIENTE



La brusca accelerazione con cui il mare ingloba le terre emerse ha raccorciato notevolmente i
suoi tempi, siamo passati dalle vecchie modificazioni paesaggistiche che si manifestavano nel corso di centinaia d’anni a cambiamenti rilevanti riscontrabili nel corso di poche stagioni o addirittura qualche mese. L’opera umana ha dato un’improvvisa impennata alla velocità d’erosione. Lo sfruttamento delle acque dolci, l’escavazione delle ghiaie e delle sabbie, il prelievo smodato dei gas naturali dai fondali marini, l’abbandono delle campagne e non ultimi, gli interventi e le modificazione del territorio costiero e montano, niente hanno a che vedere con quel buon dinamismo geo-morfologico che nel corso dei secoli ci ha regalato orizzonti e insenature da cartolina.

IRREFRENABILE ARRETRAMENTO DELLA LINEA DI COSTA

Cartine alla mano è facile constatare come solo una decina di secoli fa il profilo dei continenti emersi era ben diverso da quello attuale. Spingendoci lontano nella memoria, in verità molto lontano, circa 10 mila anni fa, alla fine dell’ultima glaciazione, la linea di riva italiana arrivava fino a sud di Pescara, uno slittamento del livello del mare di circa 120 m rispetto a quello di oggi che porta la costa a toccare, a malapena, Mestre. Il dato fa riflettere e sottolinea l’importanza che questo fenomeno dovrebbe acquisire agli occhi delle autorità di competenza.




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