Lo sfregamento
delle particelle d’acqua, ghiaccio e polvere
all’interno delle nubi, provoca nella nube stessa un accumulo
di cariche elettriche negative. Al suolo, di conseguenza,
si
ha
un corrispondente accumulo di cariche elettriche, ma positive.
Quando la differenza di potenziale
fra la nube e il suolo supera un certo limite,
si produce un’enorme scintilla che scarica al suolo l’accumulo
di cariche elettriche generato all’interno della nube.
E’ un po’ quello che accade quelle volte che scendendo
dall’auto percepiamo una scarica elettrica toccando con
le dita la carrozzeria esterna, considerando l’auto come
la nube, noi il suolo, e la scarica percepita il fulmine.
INTERPRETARE
IN TEMPO I SEGNALI CHE TRASMETTE IL MARE
Difatti sulla carrozzeria
si ha un accumulo di cariche elettriche, dovuto
all’attrito del pulviscolo sull’auto in movimento, in
seguito scaricato al suolo attraverso il nostro corpo.
Il fulmine è quindi un’enorme scintilla d’intensità variabile
fra i 10.000 ed i 200.000 ampere, che si scarica dalla
nube al suolo. C’è da dire che
il fulmine può anche viaggiare da una nube all’altra,
ma in questo caso non ci interesserà da vicino. Nel farsi
strada verso il suolo, il fulmine predilige attraversare
corpi di tipologie ben determinate. Gli oggetti per così
dire destinati ad essere colpiti dalla devastante energia
dei fulmini, sono tutti quelli puntiformi e buoni conduttori,
quindi campanili, torri, alberi, tralicci degli elettrodotti,
antenne per la trasmissione radio e …canne da pesca.