Nessun pescasportivo gioisce
dovendo rinunciare ad una battuta di pesca già pianificata,
ma alle volte le circostanze ci obbligano a considerare
seriamente questa "dolorosa" ipotesi…
Testo e foto di Cesare Maffei
inalmente
l’autunno sta prendendo vigore, e a testimonianza
di ciò le prime vere mareggiate autunnali iniziano ad
irrompere sulle nostre coste. La mareggiata è un appuntamento
atteso da tanti pescasportivi. Infatti, ben sanno i
frequentatori della spiaggia quanto sia fruttifera in
termini di pescato una battuta organizzata durante la
fase immediatamente calante di una persistente mareggiata,
ossia la fase detta di "scaduta".
E’ in quest’intervallo di tempo che i grossi grufolatori
si lasciano allettare dall’abbondanza di cibo che
la forza dei marosi ha disseppellito con la sua incessante
azione e, attratti da un fondale "aperto" e quindi meglio
perlustrabile, dall’esterno degli arenili accostano
per il banchetto. Per non parlare poi di saraghi e soci,
che ai piedi delle scogliere durante le scadute afferrano
voracemente tutto ciò che di commestibile viene strappato
via dalle pareti rocciose per mezzo dell’azione incessante
delle onde.
QUANDO
IL GIOCO NON VALE LA CANDELA...
Come possiamo intuire, il
momento della scaduta offre ai pescasportivi
la presenza sottocosta di numerose specie ittiche più
o meno facilmente insidiabili, pertanto trovarsi in
pesca proprio in quei frangenti, aumenta enormemente
la probabilità di allamare qualche grossa preda. Ma
non è tutto oro quel che luccica, perché "scaduta" non
è sinonimo di stabilità meteorologica. Più
di una volta ci è capitato di dover chiudere le attrezzature
ed allontanarci in tutta fretta alla ricerca
di un riparo sicuro a causa di forti ed improvvisi temporali
portati dalle code delle perturbazioni. Vi assicuro
che in certe situazioni è stato davvero difficile smettere
di pescare, ma come si dice, di necessità virtù! Essere
sorpresi in spiaggia o in scogliera da un forte temporale,
avendo fra le mani una canna in carbonio
lunga dai quattro ai sette e più metri, può infatti
rendere la pescata per così dire "elettrizzante". Tornando
a toni più seri, il rischio che un fulmine si scarichi
sulle nostre attrezzature è quantomeno reale. Ma vediamo
cos’è un fulmine e da cosa viene generato.