Etologia
La Torpedo torpedo è diffusa
in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico orientale,
dal Golfo di Biscaglia fino all’Angola, e predilige
le acque calde. E’ ovovivipara e partorisce
da 3 a 21 piccoli, lunghi 7/8 centimetri, nel
periodo che va da marzo a settembre. La gestazione
dura da 7 a 10 mesi. Il suo nome valido è Torpedo
torpedo (Linneo, 1758), ma nei testi più vecchi
è possibile trovare sinonimi ormai in disuso,
quali: Raja torpedo Linneo, 1758; Narcacion
torpedo (Linneo, 1758); Torpedo narke Risso,
1810; Torpedo ocellata Rafinesque, 1810. In
realtà il nome scientifico "torpedo" fu usato
per la prima volta da Plinio ed è la traduzione
del vocabolo greco "nàrke", per evidenziare
il torpore prodotto dalla scarica elettrica.
Vive su fondali fangosi o litorali sabbiosi
a profondità variabile dai 5 ai 100 metri, dove
viene pescata, durante tutti i mesi dell’anno,
con fiocina, reti a strascico, tramaglio o monopanno
e palangari. Occupando alti livelli nelle catene
trofiche, risulta essere un organismo particolarmente
vulnerabile a qualsiasi tipo di variazione ambientale,
specie se antropica. La torpedine ocellata trascorre
la maggior parte del tempo adagiata sul fondo
o in parte ricoperta da un sottile strato di
melma o sabbia in attesa del passaggio di qualche
preda da stordire mediante una forte scarica
elettrica. Quest’ultima viene utilizzata non
solo per attacco, ma anche per difesa nei confronti
di eventuali predatori. Va detto, inoltre, che
le torpedini emettono anche scariche abbastanza
deboli in maniera continuativa in modo da creare
attorno a sé un campo elettrico uniforme e stabile
utilizzato per la conoscenza dell’ambiente circostante.
Gli
organi elettrici
Gli organi elettrici, due grandi e due piccoli
(contenuti all’interno dei primi), sono posti
ai lati del capo, hanno forma falcata e sono
costituiti da tessuto muscolare striato modificato
in lamine sovrapposte a formare piccoli prismi
alternati a strati di tessuto connettivo. In
ogni colonnina il polo negativo è verso il ventre,
mentre quello positivo sul lato dorsale: tutto
l’apparato, quindi, funziona come una sorta
di pila di Volta. Le scariche elettriche, controllate
dal sistema nervoso centrale e capaci di raggiungere
i 220 volts, sono da considerarsi pericolose
pure per l’uomo, che, infatti, può cadere riverso,
se poggia accidentalmente un piede su una torpedine
insabbiata. La capacità di emettere scariche
elettriche è la più nota caratteristica di questi
pesci, nota fin dai tempi di Aristotele e di
Plinio il Vecchio. Anzi, il famoso filosofo
greco (384-322 a.C.), dopo un lungo soggiorno
a Lesbo a contatto con i pescatori, nell’opera
"Le parti degli animali", facente parte di una
trilogia dedicata alle ricerche biologiche ed,
in particolare, alla zoologia, ci ha lasciato
una descrizione esatta e particolareggiata sia
della rana pescatrice che della torpedine, a
proposito della quale nota: " La torpedine narcotizza
le creature che vuole catturare, le sopraffà
con il potere di una scossa che risiede nel
suo stesso corpo e le divora; si nasconde anche
nella sabbia e nella melma e cattura tutte le
creature che le passano accanto e che subiscono
il suo effetto narcotizzante. Questo fenomeno
è stato effettivamente osservato (…); è risaputo
che la torpedine provoca stordimento anche nell’
uomo". Oltre ai Torpedinidi, comunque, esistono
pesci ossei, come il ginnoto (Electrophorus
electricus) ed il malapteruro (Malapterurus
electricus), in grado di produrre scariche elettriche.
Alimentazione
Studi recenti hanno dimostrato che l’alimentazione
varia a seconda della specie. Pur nutrendosi
tutte le specie di invertebrati (piccoli crostacei
e molluschi), il loro principale nutrimento
è costituito da macrofauna ittica bentonica
o a bassa motilità, quali Soleidae o Callionymidae,
ma anche Gobiidae, Clupeidae e Citharidae. A
causa dello scarso pregio delle carni, molli
ed insipide, pure se non del tutto disgustose,
le torpedini vengono annoverate tra le specie
accessorie. Come le specie congeneri, la torpedine
ocellata è parassitata soprattutto da Platelminti
ed Anellidi, oltre che da numerosi Copepodi.
Il suo sangue, infine, contiene una tossina,
similmente a numerosi Anguilliformi, il cui
effetto si annulla con la cottura.
Nomi
dialettali e specie
In tutta Italia la Torpedo torpedo è conosciuta
con i nomi dialettali "tremola", "tremmula occhiuta",
"tremolina" e "tremoja", tra gli altri. Le torpedini
sono formate da due famiglie: Torpedinidae (2
generi e 20 specie) e Narcinidae (9 generi e
33 specie). Nel mar Mediterraneo sono presenti
solo tre specie appartenenti alla famiglia Torpedinidae:
Torpedo torpedo (Linneo, 1758); Torpedo marmorata
Risso, 1810; Torpedo nobiliana Bonaparte, 1835.