UN PESCE AL MESE




Ci avviamo alla primavera e con il precoce riscaldamento delle acque avvenuto negli ultimi anni è accaduto che da marzo a maggio si ha un’accostata di orate di taglia che fa la felicità di tantissimi pescatori.

A cura di Mimmo Marfè


Pesce appartenente alla famiglia degli sparidi (sparus auratus) sul suo nome latino è legata una leggenda ossia la storia di un certo Lucius Auratus che nel lago costiero di Lucrino, nei pressi di Napoli, aveva un allevamento di pesci pregiati; si racconta che fosse soprannominato Auratus per i grandi guadagni che otteneva dalla vendita proprio delle orate e che il pesce fosse stato battezzato proprio con il nomignolo di chi lo commercializzava. Altri, con maggiori probabilità di veritiere interpretazioni, spiegano il nome riferendosi alla macchia dorata che il bel pesce porta sulla fronte. Le dimensioni massime delle orate mediterranee superamo i 7 chili mentre esemplari di 3 o 4 chili sono abbastanza comuni. Nel primo periodo di vita l’orata è di sesso maschile mentre poi, superata grosso modo la taglia di 5 etti, passa al sesso femminile. Lo sparide è dotato di una robustissima dentatura a placche con cui riesce a spaccare i gusci di molti bivalvi di cui è ghiotta. Oltre i bivalvi (cannolicchi, fasolari, noci di mare o cardium), essa è attratta dai granchi, da quasi tutti i vermi marini, ma anche da inneschi di impasti al formaggio, da ciuffetti di bigattini, e non ultimo da bocconi di formaggio (tecnica quasi esclusiva per la pesca all’orata nell’arcipelago della Maddalena). Le tecniche di pesca variano dal surf casting sia diurno che notturno, alla pesca dalla spiaggia a mare completamente calmo nella bella stagione, alla pesca a fondo nei porti e dalle scogliere.




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