PESCI E PESCA




Maschere a forma di ranocchia, pesciolino, coccodrillo; jacket minuscoli, pinne numero 24. L’obiettivo è coinvolgere i bimbi nelle attività marine, stimolare la loro curiosità per il mare e ciò che in esso si nasconde. Un modo per “coltivare” i subacquei del 2010 ma anche un mezzo per coinvolgere tutta la famiglia nell'attività subacquea, anziché separarla in vacanza. Un'idea che trova ovunque largo consenso soprattutto fra chi ha dovuto rinunciare almeno una volta alle immersioni per tenere unita la famiglia. E poi, quale mamma o papà subacqueo non ha mai pensato, o almeno sognato, di poter avviare
i propri cuccioli alla scoperta del mare?

Testo e foto di Eleonora de Sabata

ono magnifici, ci danno sempre enormi soddisfazioni" conferma Patrizia Medda del Centro Sub Portorotondo (www.csubportorotondo.it ). Patrizia ha una sezione del diving dedicata ai bambini chiamata "Baby Diving" e quest'estate sono in programma molti corsi sub e snorkelling, alla scoperta del mare. Da tre anni una buona parte dell'attività del suo diving è rivolta proprio ai bimbi. "Sono allievi perfetti: attenti e giudiziosi, agili come pesciolini, curiosi e recettivi: magari gli adulti fossero come loro! Sono però euforici per la novità ed è necessario essere sempre attenti per contenere, se necessario, il loro entusiasmo." Per un bimbo, scoprire esseri con cinque braccia o dieci occhi, animali che sembrano piante e piante che paiono rocce può far germogliare una passione che, alimentata dalla naturalezza che si acquisisce quando si prende confidenza col mare in tenera età, può diventare negli anni una scelta di vita. "Sappiamo come conservare l'entusiasmo. Sott'acqua." recita la pubblicità dello Scilla Diving Center www.scilladiving.it, il centro sub di Paolo Barone che festeggia quest'anno i dieci anni di attività.

PRONTI AD APPRENDERE CON GRANDE NATURALEZZA


Molti di più ne vanta Paolo che, con tremila immersioni sulle spalle, viaggia su una media di 250 tuffi l'anno: "Ricordo la prima volta con le bombole sulle spalle, un bibo Aralu. Tutti ridevano, si vede che ero buffo. Avevo undici anni e quella è stata la mia prima immersione autonoma; ma per molti anni avevo gironzolato fra le pietre a mezzo metro di profondità con un bibo sulle spalle sostenuto da qualche "grande", che mi accompagnava tenendomi al guinzaglio e mi mostrava volta per volta un nuovo animale fantastico."
Il primo approccio al mare passa attraverso l'osservazione con maschera, tubo e pinne dalla superficie: è così che tutti noi abbiamo mosso i primi passi alla scoperta del mare. "Giochiamo con i bimbi in mare, insegnando loro l'uso di snorkel e maschera e aiutandoli a migliorare la loro acquaticità. Giocando impartiamo loro qualche semplice nozione sui ricci, le stelle marine, i pesciolini che si possono osservare dalla superficie."


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