MARE E SCIENZA


A preoccupare gli specialisti non sono solo le quantità degli inquinanti in gioco, elemento comunque da non sottovalutare visto che parliamo, almeno per la Solvay, di una sessantina d'anni di attività, ma sono soprattutto la loro natura chimica. Si tratta infatti di cloroformio, mercurio, derivati clorurati(CCl4), benzene, ammoniaca e diversi altri solventi aromatici. Tutte queste sostanze, come è noto, hanno un discreto potere mutageno, cioè cancerogeno, e il loro effetto, per anni, non ha minimamente allertato nessuno dei comuni interessati. Dal 1941 al 1976 -anno in cui è entrata in vigore la legge Merli- le autorità locali hanno permesso all’ azienda Solvay lo scarico in acqua di 13 tonnellate di mercurio l’ anno.

BELLE A VEDERSI MA LETALI PER AMBIENTE ED ESSERI UMANI


Per farsi un’ idea dell’ impatto ambientale di questi rifiuti basta ricordare che un solo milligrammo di questo elemento, il mercurio, è letale per l’uomo. Tuttora le famose sabbie bianche e il mare verdolino, tanto bello a vedersi, nascondono fondali ricoperti fino a 11 chilometri dalla costa di fanghi ricchi di veleni chimici che, complici una piccola mossa di mare o le consuete mareggiate, tornano in circolo inquinando e intossicando tutto ciò che incontrano. Uno studio del Cnr, condotto qualche anno fa dal professor Romano Ferrara, ha evidenziato la scomparsa di un numero discreto di specie animali e vegetali.




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