ome
buona parte degli appartenenti al genere Alpheus
questa specie, per mezzo di un particolare meccanismo
di scatto della chela più grande è capace di
produrre un forte suono che ricorda all’incirca
quello di un bicchiere di vetro che si rompe.
L’animale ha il bordo anteriore del prolungamento
sopra-oculare angoloso (simile alla specie macrocheles);
il margine del palmo è inciso mentre il margine
inferiore del meropodite dei pereiopodi 3 e
4 è provvisto di spina. Sia la chela più grande
(che può essere sinistra o destra) sia quella
più piccola sono ricoperte nelle loro estremità
di formazioni setolose molto evidenti. Le antenne
sono abbastanza sviluppate. L’animale, la cui
lunghezza non oltrepassa i 20-25 mm, ha una
colorazione bruno-verdastro, bruno-rossiccio
o arancio-brunastro. Sul cefalotorace, superiormente,
è presente spesso una caratteristica macchia
di colore rosso-mosto ascrivibile, per forma,
ad una balestra. Il periodo riproduttivo va
da marzo ad ottobre con sensibili variazioni
a seconda delle località. L’animale è comune
su fondi rocciosi, pietrosi ma non disegna anche
fondi a Posidonia. Lo si incontra spesso anche
nei buchi scavati dalle foladi (molluschi marini
bivalvi come Pholas dactylus) e all’interno
di spugne.