Il
mio caro amico, Prof Fabrizio Cenni, da lunga pezza
roso dalla passione per la pesca sportiva d'altura,
mi scrive: "Per tutta la vita un uomo (cioè
io) sogna di catturare a traina un pesce spada e finalmente
ci riesce, ma..."
Testo di Lorenzo Donato -
foto di M. Milianie
E. de Sabata
qui il momento cruciale dell'avventura: dal
pesce penzolano strani animali che si lasciano valutare
essere dei parassiti, roba mai vista. Tanto che all'uomo
di scienza s'impone la conoscenza di queste strane presenze.
Ed è così che gli è stato suggerito
di rivolgersi alla D.ssa M. Letizia Fioravanti del
Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e
Patologica Animale dell'Alma Mater Studiorum, Università
di Bologna, in Ozzano Emilia (BO).
LETALI
PER I PESCI MA LA LORO CARNE RIMANE OTTIMA
Qui giunti cediamo la parola
all'erudito scritto che la D.ssa Fioravanti
ha inviato al Prof. Cenni:
"Si tratta di crostacei copepodi del genere Pennella,
famiglia Pennellidae, che si rinvengono spesso nei pesci
marini di grossa taglia, e con particolare presenza
nel Pesce Spada. Sembra che già Aristotele descrivesse
questi grandi crostacei in tonni e pesci spada. Questi
parassiti, infliggendosi profondamente dapprima nel
muscolo e poi negli organi interni, sono in grado di
provocare una drammatica reazione infiammatoria nei
tessuti dell'ospite con successiva formazione di lesioni
modulari che rappresentano, in pratica, enormi "granulomi
da corpo estraneo". Il significato patogeno di
questi parassiti per l'ospite è piuttosto rilevante,
causando problemi nel nuoto e ridotta funzionalità
degli organi interni colpiti.