UN'ESCA AL MESE

 

Ciò che lo rende così appetibile e poco selettivo, oltre all’aroma che rilascia in acqua, è la sua capacità di dimenarsi una volta innescato e lanciato, e per avere la riprova di ciò, basta afferrarne un esemplare con due dita in prossimità del capo (attenzione alle tenaglie capaci di fastidiose punture) e vedere di quali torsioni è capace. Questa sua peculiarità istiga l’attacco dei pinnuti, soprattutto dei piccoli e medi predatori.

UNIVERSALMENTE APPETIBILE PER MOVIMENTO E "GUSTO"


Veniamo alle modalità d’innesco. Il miglior modo per averlo vivo e guizzante in acqua è quello di innescarlo con un apposito ago solo per tre quarti o metà del suo corpo, prestando attenzione a trafiggerlo circa un paio di centimetri sotto il capo, allo scopo di mantenerne un buon livello di vitalità.
In questo modo adescherà la maggior parte dei predatori di mezz’acqua e di fondo.
Se la nostra mira è il grufolatore, allora sarà innescato a calza (sempre evitando di trafiggerne il capo) intero o a tranci, o se la distanza di lancio non necessita un tiro forzato, anche appena appuntato, magari legandolo blandamente con un paio di giri di filo elastico.
Vediamo alcuni esempi di come utilizzare il coreano.
Nella tecnica della bolognese, innescandolo appena sotto il capo e col resto del corpo penzoloni, risulta un’ottima arma per la ricerca della spigola in foce, dagli arenili o nei porti.
L’innesco della sola coda costituisce un forte attrattivo per i cefali, sia dagli arenili, sia nei porti che in foce.
A fondo è utilizzato per la ricerca di qualsiasi cosa che razzola o si nasconde fra il sedimento.



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