UN'ESCA AL MESE



Il cannolicchio rappresenta spesso il "non plus ultra" per risolvere positivamente una battuta di pesca rivolta ai grufolatori. La maggior parte delle specie ittiche "razzolanti" sono infatti fatalmente attratte dalle sue bianche e tenere carni e ciò lo rende, in determinate condizioni, una delle esche in assoluto più efficaci.

Testo e foto di Cesare Maffei

Note biologiche:
l cannolicchio è un mollusco appartenente alla classe dei bivalvi, esso presenta un corpo molle bianco-giallastro con piede scavatore lievemente turgido, ed è racchiuso da due conchiglie allungate aventi forma rettangolare ed aperte alle due estremità. Vive infossato verticalmente fino ad un massimo di due metri nei fondali prettamente sabbiosi e si nutre filtrando il cibo disperso nel sedimento. Attenzione amici, stiamo parlando del cannolicchio rigorosamente nostrano, detto anche "cannolicchio bianco" (solen marginatus), che arriva ad una lunghezza raramente superiore ai 10-12 cm, da non confondere con quello più grosso dal colore giallo-ocra (ensis minor), avente carni meno tenere e generalmente meno appetito dalle specie ittiche.



Specie attratte:
Il cannolicchio, laddove è diffuso, è parte integrante della dieta di molti grufolatori per cui risulta molto efficace, se utilizzato rigorosamente freschissimo, proprio in quelle zone dove ne è accertata la presenza. Le specie maggiormente attratte dalle sue bianche, tenere ed odorose carni sono la mormora, l’orata, il sarago, l’ombrina, la spigola, il pagello, l’occhiata, il rombo e specie assolutamente non grufolatrici come la boga, il sugarello, ed in forma minore anche la leccia stella e l’aguglia.



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