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ditemi che questo animaletto non abbia un qualcosa
di preistorico! Sono del parere che pochi eletti abbiano
visto questo strano essere marino. Sveliamo subito
il mistero: si tratta di un piccolo crostaceo, ascrivibile
ad una pulce di mare, tanto che gli specialisti del
settore lo considerano un Gammaride; appartiene alla
famiglia dei Cheluridi che annovera un’unica specie
che è appunto quella qui raffigurata, chiamata Chelura
terebrans. Non è facile osservarlo ad occhio nudo
poiché ha piccole dimensioni basti pensare che gli
esemplari maschili, come quello raffigurato, più grandi
delle femmine, hanno una lunghezza di 5-7 mm. Questa
specie è ben visibile solo con un microscopio particolare
detto Stereomicroscopio, ovvero, per capirci meglio,
una sorta di grossissima lente di ingrandimento che
permette di ingrandire un reperto fino a 100 volte.
Il comune microscopio, detto ottico, permette di vedere
reperti solo se trasparenti difatti si chiama anche
Microscopio a trasparenza. Questo minuscolo crostaceo
vive solitamente negli strati superficiali di legni
vecchi e teneri. E’ capace, con le sue piccole mandibole
e con particolari secrezioni, di danneggiare le costruzioni
in legno dei porti e le carene in legno delle barche.
Si associa spesso ad un piccolo mollusco chiamato
Teredo navalis (cioè Terrore delle navi) che è capace,
quest’ultimo, di fare affondare, in pochissimo tempo,
anche imbarcazioni in legno di una certa stazza poiché
riduce lo scafo come una gruviera.