Non un’alga ma una pianta superiore,
fornita di radici, fusto e foglie. Appartiene al phylum
Spermatophyta (Spermatofite), che sono, appunto, piante
superiori pluricellulari ed in genere provviste di radici,
fusti, foglie e fiori, dove la riproduzione avviene prevalentemente
per semi; le strutture contenenti i gameti sono circondate
da involucro di cellule sterili.
Testo e foto diLeonardo
Mastragostino
li
organi riproduttivi sono costituiti dai fiori, dove avviene
la riproduzione sessuale: è in essi, i quali
rappresentano la generazione sessuale, che ha luogo la fecondazione
ed inizia lo sviluppo del nuovo sporofito o pianta figlia.
La propagazione è affidata al seme, che in un involucro
spesso e duro contiene l’embrione e le riserve nutritive.
Le Spermatofite si dividono in
due subphyla che sono le Gimnosperme (le quali
non comprendono alcuna specie marina) e le Angiosperme dove
sono ben rappresentate specie che vivono sulle coste e nel
mare e quindi anche la Posidonia. Le Angiosperme sono caratterizzate
da foglie fruttifere cresciute a formare una sorta di custodia,
l’ovario, che porta uno o più ovuli, stigmi e stili: si
dividono nelle due classi delle Dicotiledoni (due cotiledoni
ai lati dell’embrione) e Monocotiledoni (un solo cotiledone
in genere situato sulla parte terminale dell’embrione. Quest’ultima
si suddivide in tre sottoclassi tra cui quella delle Eliobe,
con due ordini, dove le specie sono esclusivamente erbacee,
vivono in zone paludose o in acqua e presentano particolari
adattamenti. L’ordine delle Potamogetonacee è caratterizzato
dalla lingula, sorta di piccola guaina, alla base delle
foglie e comprende tre famiglie tra cui le Posidoniacee.
Siamo arrivati, quindi, alla nostra specie, con un percorso
che ci premeva considerare per sottolineare che è una pianta
superiore, dato che sovente viene confusa dai più per un’alga
solo perché vive nel mare: Specie tanto importante per l’ecologia
del mare, ha le lunghe foglie (fino a 120 cm) munite di
cellule tanniniche; il rizoma (fusto) risulta ingrossato,
con residui fibrosi di foglie. Sul rizoma e sulle foglie,
larghe circa 1 cm, sono ospitate alghe epifitiche, spugne,
policheti, ascidie, idroidi, briozoi.
FONTE DI
VITA E HABITAT DEL MEDITERRANEO
La Posidonia oceanica,
endemica del Mediterraneo riveste enorme importanza come
produttrice di ossigeno, immobilizzatrice di carbonio nella
biomassa prodotta, stabilizzatrice del fondale costiero
contro l’azione erosiva del moto ondoso, come ecosistema
protettivo che ospita e difende numerosissime altre specie
con i loro cicli vitali quasi in una funzione di “nursery”.
Presente in Mediterraneo dalle
zone superficiali sino a circa 40 metri secondo le condizioni
locali, forma anche estese praterie sui fondali
sabbiosi e sabbio-fangosi: l’intreccio delle radici crea
zolle consistenti chiamate anche “matte” che è un nome originario
della Provenza e utilizzato dai pescatori. I frutti, per
la loro forma, sono chiamati “olive di mare”: quando si
staccano dalla pianta vengono a galla e si diffondono con
le correnti; il seme esce quando l’involucro marcisce e
si apre: cadendo a fondo germinerà se le condizioni saranno
ideali. E’ considerata in regressione
nel bacino e quindi degna di particolare attenzione,
anche per quanto riguarda l’azione dragante, negativa, di
ancore o attrezzi da pesca che nelle aree più battute possono
provocare danni; per questo viene auspicata o attuata la
collocazione di corpi morti con obbligo di ancoraggio, particolarmente
nei parchi e simili, così come nelle aree tropicali per
evitare danni alle madrepore.