E’ un dato di fatto che il mare e
il clima locale, in parte anch’esso condizionato dalla salata
distesa liquida, influenzino fortemente la vegetazione costiera,
andando ad agire su parametri ecologici diversificati.
Testo
e foto di Leonardo Mastragostino
a
temperatura mite, il caldo e la siccità, il salmastro,il vento, hanno selezionato
le specie con caratteristiche idonee a sopravvivere, funzionalmente
anche al tipo di suolo ed alla distanza dalla battigia.
In alcune situazioni particolari, dove le correnti marine
dominanti riescono a penetrare profondamente nell’entroterra
senza essere ostacolate da rilievi ma trovandoli poi solo
molto lontano dalla costa, può venire a determinarsi la
presenza di vegetazione costiera tipica dove meno ce lo
aspetteremmo, come ad esempio sulle alture a Sud di Firenze.
Tra i nostri ricordi più belli
non c’è solo il mare circoscritto a se stesso
ma anche le coste selvagge rivestite dalla bella e multiforme
macchia mediterranea: non è possibile fare a meno di conoscere
meglio queste specie indissolubilmente legate al mare. Questo
mese andiamo a vedere una pianta che adorna e impreziosisce
le dune e le spiagge costiere, regalandoci in alcuni mesi
uno spettacolo invidiabile: il Pancrazio, o Giglio di mare,
appartiene alla famiglia delle Amarillidacee. E’
una pianta bulbosa bella e dolcemente profumata:
il fiore ha un colore bianco puro; le foglie sono larghe
e piane, di un colore verde simile a quelle del Narciso.
Fiorisce tra luglio e settembre e la troviamo nelle sabbie
calde e asciutte del Mediterraneo e del Portogallo. Anche
dove non è esplicitato, come nei parchi costieri marini,
si deve considerarla una pianta protetta evitando quindi
di coglierla o danneggiarla. E’ possibile trovarla in numero
consistente o isolata, ovviamente dove la mano dell’uomo
e le strutture turistiche non le hanno compromesso l’habitat.