PESCI E PESCA


Foto tratta da "Enciclopedia illustrata degli invertebrati Marini" di Francesco Costa, Marco Costa, Lorenza Salpietro e Francesco Turano

I cromatofori ed il loro utilizzo
Sul dorso del mantello sono presenti speciali cellule dal nome di "cromatofori", controllate dal sistema nervoso, che possono essere espanse o contratte per mezzo di piccolissimi muscoli inseriti alla periferia di ogni cellula. La contrazione di questi ultimi agisce sulla cellula in modo che il pigmento interno venga a concentrarsi in una piastrina rendendo visibile il colore, mentre in caso di rilassamento le dimensioni della cellula e, quindi, del pigmento vengono ridotte ad un piccolo punto appena visibile. Poiché è proprio per effetto dell’azione muscolare che tali cromatofori possono essere mostrati o nascosti, la loro attività risulta estremamente rapida, pertanto i cefalopodi sono in grado di alterare il loro colore quasi istantaneamente. Le variazioni di colore sono utilizzate per trasmettere segnali (corteggiamento, riproduzione, segnali di aggressività) e per mimetizzarsi con il fondale, caratteristica importantissima, data la mancanza di rifugi sicuri in un ambiente difficile come i fondali fangosi o arenosi, distinti per lo più dalla presenza di endofauna. La seppia, quindi, non solo si seppellisce, ma imita in modo perfetto pure il colore del fondale.
Il dorso ha generalmente fantasie zebrate con tinte gialle, verdi, brunastre e nere, mentre la superficie ventrale è bianco-iridata.


Una bocca armata
La bocca è armata e dotata di una struttura chitinosa di colore bruno-nerastro simile ad un becco di pappagallo, adattamento utile per bucare gli spessi carapaci dei crostacei marini (generalmente Brachiuri), sue principali prede, dopo averli paralizzati tramite un veleno, chiamato "cefalotossina", contenuto nelle ghiandole salivari posteriori ed isolato e descritto da Giretti e Lo Bianco (della Stazione Zoologica di Napoli). E’ presente, inoltre, anche una radula, che convoglia il cibo prima nel canale alimentare e poi, tramite movimenti peristaltici muscolari, nello stomaco e nel cieco, dove avverrà l’attacco enzimatico.


Nuoto e caccia
I cefalopodi nuotano espellendo un getto d’acqua dalla cavità del mantello grazie all’azione di muscoli specializzati. Quando un insieme di muscoli si contrae, la cavità del mantello aspira acqua, poi, in seguito alla contrazione di altri muscoli, aumenta la pressione dell’acqua nella cavità e, sigillando i margini del mantello, l’acqua viene espulsa soltanto attraverso l’imbuto ventrale. L’animale si muove all’indietro o in avanti con la propulsione a getto, regolando l’orientamento dell’imbuto. Le pinne laterali durante il nuoto agiscono sia da stabilizzatori che come aiuto nella propulsione. Il sifone, inoltre, può essere utilizzato anche per espellere getti d’acqua sul fondo per disturbare piccole prede come granchi e gamberetti. Al contrario della maggior parte delle specie mimetizzate, comunque, la seppia caccia attivamente , basando ogni suo successo sulla rapidità d’azione e sull’infallibilità delle braccia tentacolari.


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