ollusco
cefalopode dal corpo ovale o allungato e alquanto
schiacciato in senso dorso-ventrale, provvisto
lungo i margini laterali di lamine contrattili
rappresentanti le pinne, separate tra di loro
posteriormente. Il capo è ben distinto dal corpo
e presenta occhi laterali ben sviluppati. I
tentacoli sono in numero di 10 (appartiene ai
decapodi), si hanno due braccia tentacolari
lunghe, interamente retrattili in un'apposita
tasca, dotate di ventose, ineguali esclusivamente
all’estremità. I tentacoli minori, invece, in
numero di 8, sono rivestiti internamente da
parecchie file di ventose, in genere in numero
di 4. In un apposito sacco all’interno del mantello
è contenuta una conchiglia interna (comunemente
chiamata "osso di seppia") di colore bianco,
nella quale sono ben visibili le strie di accrescimento,
molto leggera anche se spessa perché altamente
porosa, e nei pori è contenuto azoto gassoso
che fa aumentare la risultante del peso dell’animale
e della sua spinta di Archimede, facilitandone
il galleggiamento. Nella parte posteriore della
conchiglia è presente una robusta spina, detta
"rostro". L’osso viene spesso commercializzato
nei negozi di uccelli come cibo per canarini
poiché ricco di carbonato di calcio.