PESCI E PESCA





Volevate leggere parole scritte non con il sangue... ma nero su bianco?
Eccovele servite col nero di seppia.


Testo di Fabio Crocetta - foto di Olga Mangoni - F. Crocetta - D. Craveli

Regno: Animalia
phylum: Mollusca
classe: Cephalopodae
sottoclasse: Coleoidea
ordine: Sepioida
famiglia: Sepiidae
genere: Sepia
specie: Sepia officinalis Linneo 1758
(sin. Sepia fillousci)


ollusco cefalopode dal corpo ovale o allungato e alquanto schiacciato in senso dorso-ventrale, provvisto lungo i margini laterali di lamine contrattili rappresentanti le pinne, separate tra di loro posteriormente. Il capo è ben distinto dal corpo e presenta occhi laterali ben sviluppati. I tentacoli sono in numero di 10 (appartiene ai decapodi), si hanno due braccia tentacolari lunghe, interamente retrattili in un'apposita tasca, dotate di ventose, ineguali esclusivamente all’estremità. I tentacoli minori, invece, in numero di 8, sono rivestiti internamente da parecchie file di ventose, in genere in numero di 4. In un apposito sacco all’interno del mantello è contenuta una conchiglia interna (comunemente chiamata "osso di seppia") di colore bianco, nella quale sono ben visibili le strie di accrescimento, molto leggera anche se spessa perché altamente porosa, e nei pori è contenuto azoto gassoso che fa aumentare la risultante del peso dell’animale e della sua spinta di Archimede, facilitandone il galleggiamento. Nella parte posteriore della conchiglia è presente una robusta spina, detta "rostro". L’osso viene spesso commercializzato nei negozi di uccelli come cibo per canarini poiché ricco di carbonato di calcio.


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