Ce
lo lascia intuire Edward P. Clancy nel prezioso volume
"Le Maree". Egli non fa il nome, mentre lo
riferiscono bene Corrado Gizzi in "Astronomia nel poema
sacro", volume primo, ed il Dizionario Enciclopedico Moderno.
E l’elenco sulla pluralità di paternità potrebbe continuare,
vedi Meucci/Bell col telefono, e ancora prima di Meucci
con Innocenzo Manzetti e, Filopanti/Fleming con i fusi
orari, e Alessandro Cruto/Edison con la lampadina ad incandescenza.E
chissà quanti altri ancora sarebbero da rispolverare…
come
la scoperta del Polo Nord.
E’ molto importante la conoscenza
della forza deviante di Coriolis le cui conseguenze
si fanno notare in più occasioni, e cioè: 1)- nei tiri di artiglieria
a lunga distanza; 2)- nei movimenti
delle acque dei fiumi, di torrenti e altri corsi acquei;
3)- nelle correnti
marine superficiali che da Gibilterra entrano nel Mediterraneo
deviandole verso destra lungo la costa africana;
CONTRO
LA FORZA DELLA NATURA L'UOMO DEVE SUBIRE
4)-
gli alisei che spirano dai paralleli di 30° nord e sud
verso l’Equatore: nell’emisfero settentrionale provengono
da nordest (quelli che portarono le caravelle di Colombo
a scoprire il Nuovo Mondo) e nell’australe da sudest,
nonché i contro-alisei che nel boreale ritornano da sudovest,
mentre nell’australe ritornano da nordovest .
Inoltre esiste una particolare evoluzione
nel Mar della Cina dove il riscaldamento degli altopiani
asiatici induce gli alisei australi
che provengono da sudest a non estinguersi all’Equatore
ma proseguire la corsa verso nordest dando origine ai
disastrosi monsoni da sudovest la cui forza sconvolge
i mari che investono la terraferma con fronti che a volte
rasentato l’altezza di sette metri;
5)- le correnti marine provocate del vento
(correnti di deriva) negli strati superficiali deviano
di circa 20° verso destra in acquee basse, fino ad un
massimo di circa 45° in acque profonde (Ekman, Mosetti,
Manuale Uff. di Rotta).