Nel
caso di conchiglie di molluschi gasteropodi (es.murice)
la pulitura risulta più complessa. Il corpo
del mollusco è vincolato alla conchiglia si che bisogna,
una volta morto l'animale,
lascoiare il corpo dello stesso per qualche giorno in
acqua dolce, finché i tessuti vanno incontro a putrefazione,
cambiando comunque spesso acqua onde il liquido, presto
divenuto nerastro, non alteri i colori della conchiglia.Per
l'uccisione del mollusco sarà opportuno immergere lo stesso
in acqua desareate per ebollizione,ancora
tiepida, in recipiente ermeticamente chiudubile. Una volta
avvenuta la putrefazione il corpo
del mollusco verrà estratto con pinzette ricurve e
quelle parti che inevitabilmente restano nella parte alta
della conchiglia vanno eliminate immettendo nella conchiglia
stessa una certa quantità di acqua ossigenata a 130 vol,
impiegando una comune siringa da iniezioni.
LE
FANTASTICHE BIZZARRIE
DI MADRE NATURA
Haliotis tuberculata tubercolata - (Linneo, 1758)
L'acqua ossigenata a 130 vol è sostanza pericolosa da
maneggiarsi con cautela che può provocare ustioni anche
pericolosa (attenzione agli occhi!!). A
questo punto basterà immettere nell'apertura della conchiglia
un getto sottile e forte di acqua (anche con
una grossa siringa) oppure un analogo getto d'aria compressa
e la pulitura sarà compiuta. A quel punto agiremo come
per i bivalvi: le conchiglie colorate e lucenti (ciprea
ecc.) e quelle fornite di periostraco (pellicola fragile
e lacerabile che spesso ricopre la conchiglia), verranno
messe ad asciugare in penombra, mentre quelle
ruvide e tormentate, spesso ricoperte da incrostazioni
calcaree (eliminabili con una punta d'acciaio e tanta
pazienza) verranno immesse nel solito ipoclorito per essere
in seguito sciacquate ed asciugate.