MARE E SCIENZA



Cabestana cutacea cutacea
(Linneo, 1767)

Nel caso di conchiglie di molluschi gasteropodi (es.murice) la pulitura risulta più complessa. Il corpo del mollusco è vincolato alla conchiglia si che bisogna, una volta morto l'animale, lascoiare il corpo dello stesso per qualche giorno in acqua dolce, finché i tessuti vanno incontro a putrefazione, cambiando comunque spesso acqua onde il liquido, presto divenuto nerastro, non alteri i colori della conchiglia. Per l'uccisione del mollusco sarà opportuno immergere lo stesso in acqua desareate per ebollizione, ancora tiepida, in recipiente ermeticamente chiudubile. Una volta avvenuta la putrefazione il corpo del mollusco verrà estratto con pinzette ricurve e quelle parti che inevitabilmente restano nella parte alta della conchiglia vanno eliminate immettendo nella conchiglia stessa una certa quantità di acqua ossigenata a 130 vol, impiegando una comune siringa da iniezioni.


LE FANTASTICHE BIZZARRIE DI MADRE NATURA



Haliotis tuberculata tubercolata - (Linneo, 1758)

L'acqua ossigenata a 130 vol è sostanza pericolosa da maneggiarsi con cautela che può provocare ustioni anche pericolosa (attenzione agli occhi!!). A questo punto basterà immettere nell'apertura della conchiglia un getto sottile e forte di acqua (anche con una grossa siringa) oppure un analogo getto d'aria compressa e la pulitura sarà compiuta. A quel punto agiremo come per i bivalvi: le conchiglie colorate e lucenti (ciprea ecc.) e quelle fornite di periostraco (pellicola fragile e lacerabile che spesso ricopre la conchiglia), verranno messe ad asciugare in penombra, mentre quelle ruvide e tormentate, spesso ricoperte da incrostazioni calcaree (eliminabili con una punta d'acciaio e tanta pazienza) verranno immesse nel solito ipoclorito per essere in seguito sciacquate ed asciugate.



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