AMBIENTE



La fauna che vive invece nella colonna d’acqua nelle immediate vicinanze della prateria di Posidonia è principalmente costituita da pesci; uno molto particolare è il pesce ago (Syngnathus typhle rondeleti) egli, infatti, si mimetizza tra le foglie della Posidonia. Si trovano poi salpe, menole, serrani, abbiamo poi i più comuni pinterrè (Coris julis), castagnole e pesci pavone (Tahalassoma pavo), essi prediligono le praterie di Posidonia per cercare cibo e deporvi le uova. Più raramente si riscontra anche la presenza di Cefalopodi quali, le seppie, oppure anche Molluschi Opistobranchi (Aplisella sp.) o vermi con pennacchio come lo spirografo (Spirographis spllanzani) o la bispira (Bispira mediterranea), vi sono poi i “gigli di mare” (Antedon mediterraneum) Decapodi e Misidiacei; numerose spugne colonizzano le foglie di Posidonia così come numerose Ascidie come l’Halocinthia papillosa; anche i ricci di mare hanno la loro importanza in questo ambiente e sono spesso presenti le specie Paracentrotus lividus (riccio femmina) e Sphaerechinus granularis (riccio canuto), e anche il cetriolo di mare (Holoturia tubulosa) ha un importante presenza.

MILLE ESSERI VIVENTI PROLIFICANO IN PERFETTO CONNUBIO


Tutta questa varietà ci lascia facilmente intravedere la varietà e le interrelazioni dell’ecosistema Posidonia. La complessità di questo ambiente e principalmente dato dalla alta produttività primaria delle praterie di Posidonia cioè, in pratica, in queste zone vi è un altissima produzione d’ossigeno liberato da massicci processi fotosintetici ivi presenti. L’alta produzione di tessuto vegetale poi innesca una delle più complesse e lunghe catene alimentari che si conoscano, essa, infatti, parte dai batteri passa per le alghe unicellulari e i piccoli crostacei e arriva fino ai pesci (e quindi indirettamente anche all uomo!).

Ma non finisce qui, infatti, la Posidonia anche dopo la sua morte continua ad essere fonte d’energia, infatti, il detrito derivato dalle foglie morte o staccate viene ridotto in pezzetti e successivamente poi degradato da batteri e funghi i quali a loro volta entreranno a far parte di una nuova catena alimentare. Infatti, questi batteri e questi funghi verranno consumati da animali detritivori, come per esempio il cetriolo di mare, il riccio canuto e il Crostaceo Isopode Idotea baltica basteri, molto numerosi in questa nuova catena alimentare innescata dal detrito saranno Crostacei, Anfipodi e Policheti; questi a loro volta saranno preda di consumatori via via più in alto nella catena alimentare.

 


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