Ci vuole…
La barca innanzitutto: anche se in alcune zone
è possibile catturare i sullodati cefalopodi da terra,
quando essi sono presenti, ad esempio, all’interno di
porti; rimane il fatto che questo tipo di pesca si effettua
prevalentemente su fondali cospicui, segnatamente in apertura
di stagione. Occorre quindi disporre di un’imbarcazione
che ci conduca più o meno al largo. La mia prima uscita
dedicata a questi “tesorucci” mi ha condotto, nottetempo,
a scandagliare dapprima un fondale di venti metri circa,
ma non è bastato. Mi sono dovuto spostare, alle prime
luci dell’alba, su una profondità di quaranta metri per
effettuare le prime catture. Occorre quindi disporre di
un imbarcazione che, per quanto piccola, consenta di arrivare
a tanto. Ciò non vuol dire che non sia possibile effettuare
catture in acque meno profonde, ma in ogni caso occorre
un mezzo per andare per mare.
IL
"TRANSITO" INIZIALE AVVIENE SEMPRE A GRANDE
PROFONDITA'
Occorrente (e costi)
per la pesca
Cento metri di nylon dello 0,60 / 0,80 (5 €) avvolti su
un bel sugherone, meglio se sintetico (1,50 €): poi bisogna
comprare gli artificiali; quali? La scelta è vastissima,
poiché c’è grande varietà di forme e colori, come è facile
constatare entrando in un buon negozio di articoli da
pesca. Caratteristica comune alla maggior parte di essi
è quella di imitare nella forma un gambero, talvolta solo
vagamente; tutti gli artificiali per cefalopodi presentano
in coda una doppia coroncina di ami senza ardiglione.
In effetti quello più usato (6 €) non ha quasi nessuna
somiglianza morfologica col detto crostaceo, tanto che
c’è da credere che la sua principale dote sia quella di
essere fosforescente, ossia di restituire energia luminosa
in un ambiente non illuminato. Questa caratteristica si
rivela, evidentemente, vincente nella pesca notturna,
od in quella diurna oltre i quaranta metri, dove luce
ne arriva poca anche di giorno. Per il resto, si rileva
la presenza di un rivestimento setoso e colorato in vario
modo, oltre che di due baffetti che simulano pinne pettorali,
peraltro assenti nei gamberi. Anche questa caratteristica
epidermica, quando non è presente, non sembra fare grossa
differenza: su quattro calamari catturati, due si sono
agganciati sull’artificiale liscio (ancorché luminescente).
Anche la luminescenza, tra l’altro, tende a scomparire
se non viene ravvivata con periodiche esposizioni del
piccolo attrezzo ad una fonte luminosa. Occorre poi un
piombo da cento grammi e qualche girella.