La presenza di pesci serra nelle acque antistanti
gli arenili, soprattutto se con fondale misto, è ormai una
situazione diffusa in molte spiagge d’Italia. Croce e delizia
dei trainasti e di chi si dedica al rockfishing, il serra
può essere insidiato con successo anche a surfcasting.
iscoprire
il gusto della grossa preda a surfcasting, eludendo un po’
la tendenza generale a uniformare tale pesca e a monopolizzarla
nella ricerca di mormore, saraghi e qualche orata, sicuramente
può creare un revival alle generalità di una tecnica nata
esclusivamente per tentare il colpaccio, la preda da sogno,
quella che ripaga delle lunghe attese sotto la pioggia,
con il vento in faccia, e di altre mille sacrifici che solo
l’amore per il mare e per questa disciplina possono giustificare.
PESCATE ITINERANTI
IN CONTINUA ESPLORAZIONE
Organizzare una battuta di surf rivolta alla cattura di
questi pesci, richiede una preparazione a monte che deve
tener conto di molti fattori, fra i quali le indiscrezioni
da parte dei pescatori locali che magari ci possono indicare
i luoghi esatti dove tali predoni accostano con regolarità.
In mancanza però di attendibili “soffiate”, potremo ugualmente
ricondurre alla presenza o meno dei serra basandoci sull’attività
delle mormore. L’assenza di queste, o la poco disponibilità
ad abboccare, anche in condizioni favorevoli, lascia presagire
che la zona è stata “colonizzata”. Questo significa che
in mancanza di riferimenti certi, le prime battute saranno
di ricerca, impostando tecniche miste in grado di rivelarci
le attività trofiche della zona.