Uno sguardo dall’alto
Importantissimo, prima di allestire la postazione di pesca,
dare uno sguardo
alle onde per capire la direzione della corrente. Per
chi vuole andare sul sicuro, una postazione che garantisce
discreti carnieri è caratterizzata dal centro baia. Ma
si sa, chi mediamente osa, mediamente raccoglie. Infatti,
solitamente i settori più pescosi sono le estremità vicino
alle rocce. Ma se un settore è ricco di prede, l’altro
opposto si presenterà sterile, quindi, a meno che non
conosciamo a fondo il luogo di pesca, a seconda delle
condizioni, dovremo effettuare dei lanci di “ispezione”
per capire quali dei due è quello giusto, prima di allestire
completamente le nostre attrezzature e eventualmente essere
pronti a spostarsi. Questa operazione potrà farci perdere
del tempo, ma il gioco vale la candela. Comunque solitamente,
ma non è regola, il settore più pescoso è quello opposto
alla direzione del mare. Dipende tutto dalle correnti,
dal modo come entrano nella baia e dove lasciano il loro
prezioso carico di nutrimento. Anche un grosso scoglio
però può influenzare queste regole generali.
ESASPERAZIONE
LANCIO? NIENTE DI TUTTO CIO'
Quando si parla di lancio nel surfcasting,
si evoca il raggiungimento delle lunghe distanze, dove
tecnica e forza devono all’unisono convergere in un gesto
che porti a guadagnare quel centimetro in più che permetta
di raggiungere la “mormora” oltre i fatidici 100. Niente
di tutto questo. Nelle pochet beach, il pascolo è molto
vicino alla linea di battigia, spesso non supera i 50/70
metri, per arrivare a ridosso della risacca in molte situazioni.
L’esasperazione in questo contesto, sta nella precisione:
è fondamentale infatti far giungere le esche nel medesimo
punto dove si registra un’allamata, oppure sondare i canaloni
in mezzo agli scogli affioranti, molto comuni in questi
ambienti. Il concetto è una filosofia opposta alla norma.
Si incomincia a lanciare vicino per poi pian piano incrementare
le distanze fin quando non si trovano i pesci.