SURFCASTING




No, non stiamo parlando di trotto o di galoppo, né tantomeno di cavalli. I due speroni sono promontori di roccia, e abbracciano - ridossate dai venti- le pochet beach degli autentici paradisi per il surfcasting. Per sfruttarne tutte le potenzialità è bene imparare a conoscerle a fondo per capire le abitudini dei pesci che le frequentano. Seguitemi...

Testo e foto di Domenico Craveli

e spiagge lunghe e omogenee, ancora in grado di regalare prede importanti a chi con costanza le frequenta nelle condizioni giuste, sono solo una della vastità di scenari affrontabili a Surf Casting. Questa disciplina ha subito un’enorme metamorfosi nella sua inevitabile e complessa evoluzione, abbracciando ambienti e situazioni ogni volta diverse, adattandosi bene alla calma piatta e gestendo con altrettanta disinvoltura condizioni di mare al limite dell’affrontabile.

POCHET BEACH DI NOME MA NON DI FATTO

Le zone sabbiose limitrofe alle rocce, protette da ambo i lati dai promontori, all’inizio scartate, scoraggiati da possibili incagli e da fondali spesso con grosse presenza di alghe, vengono oggi rivalutate per una serie di qualità difficilmente riscontrabili contemporaneamente. In condizioni di forte vento non frontale, luogo comune in questo periodo, sono spesso poco esposte e il mare frange di riflesso, rendendo l’azione di pesca più agevole ed efficace. La loro estensione non è mai eccessiva, ma l’attività trofica antistante risulterà mediamente più elevata.


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