BIG GAME


Così comincia il tema musicale di una fiaba scritta per far sognare grandi e piccini. A volte però i sogni possono diventare realtà, realizzando ciò che più si è desiderato per tutta la vita. Questo che sto per raccontarvi è successo a me.

Testo e foto di Marco Trivella

ivere senza sognare è come non vivere. Una persona -e nel nostro caso specifico un pescatore- che non abbia mai immaginato di vivere qualche forte emozione, coronata magari da una splendida giornata di sole e immersi in una natura scevra da inquinamenti antropici, non può essere giudicato un pescatore vero. Colui che invece cerca di rendere realtà i propri sogni usando e escogitando magari nuove metodologie di pesca e apprezzando anche ciò che madre natura gli ha donato, lo possiamo definire un buon pescatore poiché cerca di realizzare i propri sogni apprezzando anche altri aspetti al di fuori dell’attrezzatura e della tecnica di pesca stessa.

QUALCHE SACCO DI PASTURA E INIZIA IL GIOCO DEL RICHIAMO

Questo articolo si basa su una giornata di mare nata inizialmente come semplice battuta allo sgombro e poi trasformatasi in una vera e propria marcia trionfale, tale da potersi suonare in pompa magna e melodiare con pieno orgoglio.
La semplice e comune pesca allo sgombro; volevamo insidiare una specie ittica che negli ultimi anni ha popolato in maniera accentuata e costante anche il versante occidentale del Mediterraneo.
Lo sgombro, è ormai noto a tutti, è sinonimo di divertimento e spesso e volentieri un po’ di "tiro alla fune” ritempra soprattutto quando le ultime battute di pesca sono state coronate da veri e propri cappotti.
Comunque, una volta raggiunto la zona d'azione che dista nel nostro caso circa sette miglia dalle coste Livornesi, calammo l’ancora e successivamente immettemo in acqua i sacchi di pastura per richiamare gli sgombri.



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