Così
comincia il tema musicale di una fiaba scritta per far
sognare grandi e piccini. A volte però i sogni
possono diventare realtà, realizzando ciò che più si è
desiderato per tutta la vita. Questo che sto per raccontarvi
è successo a me.
ivere
senza sognare è come non vivere. Una persona -e nel nostro
caso specifico un pescatore- che non abbia mai immaginato
di vivere qualche forte emozione, coronata magari da una
splendida giornata di sole e immersi in una natura scevra
da inquinamenti antropici, non può essere giudicato un
pescatore vero. Colui
che invece cerca di rendere realtà i propri sogni usando
e escogitando magari nuove metodologie di pesca e apprezzando
anche ciò che madre natura gli ha donato, lo possiamo
definire un buon pescatore poiché cerca di realizzare
i propri sogni apprezzando anche altri aspetti al di fuori
dell’attrezzatura e della tecnica di pesca stessa.
QUALCHE
SACCO DI PASTURA E INIZIA IL GIOCO DEL RICHIAMO
Questo
articolo si basa su una giornata di mare nata inizialmente
come semplice battuta allo sgombro e poi trasformatasi
in una vera e propria marcia trionfale, tale da potersi
suonare in pompa magna e melodiare con pieno orgoglio.
La semplice e comune pesca allo sgombro; volevamo insidiare
una specie ittica che negli ultimi anni ha popolato in
maniera accentuata e costante anche il versante occidentale
del Mediterraneo.
Lo sgombro, è ormai noto a tutti, è sinonimo di
divertimento e spesso e volentieri un po’ di "tiro
alla fune” ritempra soprattutto quando le ultime battute
di pesca sono state coronate da veri e propri cappotti.
Comunque, una volta raggiunto la zona d'azione che dista
nel nostro caso circa sette miglia dalle coste Livornesi,
calammo l’ancora e successivamente immettemo in acqua
i sacchi di pastura per richiamare gli sgombri.