PESCA E TRADIZIONE


In molte località lo chiamano “ giacco” o “campana “ ma di sicuro il rezzaglio, qualunque sia il nome ad esso attribuito è un attrezzo di pesca assai diffuso e conosciuto anche nei mari del sud, usato in qualsiasi stagione. Il suo utilizzo, che richiede un certa pratica, è assai semplice.

Testo di Marco Rosi e Daniela Nenci - Foto M. Trivella e AA.VV.

uesta tradizionale e affascinante rete che "in azione" copre una vasta area, in realtà è di poco ingombro, tanto che basta inserirla in un secchio di plastica per trasportarla; ed è anche divertente perché possiamo spostarci in più zone della costa durante la stessa giornata di pesca. Occorre munirsi di un paio di scarpette durante l’estate o di un paio di stivali a coscia durante l’inverno per muoversi sulla scogliera, in quanto il rezzaglio si getta stando in mare, soprattutto in zone scogliose. Su un fondale di questo genere bisogna avere una certa pratica, ma con l’esperienza riusciremo a considerare il rezzaglio un piacevole mezzo di pesca.

COSTRUIRLO DA SOLI, IL MASSIMO DELLA SODDISFAZIONE

Lo possiamo trovare in vendita nei negozi specializzati di pesca sportiva, in varie misure e dimensioni , ma se abbiamo una passione vera e un po' di pazienza costruirci il rezzaglio da soli sarà di sicuro di grande soddisfazione. Prima di tutto potremo decidere in base al pesce che vorremo catturare la misura della rete e della maglia , poi di conseguenza possiamo stabilire il peso adatto da inserire secondo la profondità del fondale dove intendiamo gettarlo. Insomma occorre trovare il giusto equilibrio. Ad esempio, se ci rechiamo alle foci di un fiume, dove in genere circola molto pesce, anche spigole, muggini e ombrine di sabbia, il nostro strumento sarà in nylon con una maglia di circa tre centimetri di lato. Può sembrare larga ma occorre pensare che a volte le spigole possono raggiungere anche dimensioni ragguardevoli. Inoltre, una maglia larga, permette di lanciare un rezzaglio più leggero, facilitando così le operazioni nel suo complesso, specie in quelle zone dove c’è una veloce corrente dell’acqua. E’ proprio alla foce dei fiumi che il pesce è abbondante, per questo viene continuamente gettato e issato su anche senza nessun avvistamento.


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