Le mie esperienze di pesca con i
Rapala in Italia erano minime e di scarso risultato e
per lungo tempo le mie esche rimasero a "dormire" nel
fondo della cassetta da pesca. E' pescando per otto anni
nell'Ocenao Indiano, al largo di Zanzibar, che mi sono
ricreduto.
n
tutta franchezza agli inizi della mia esperienza non ero
un grande estimatore dei Rapala perché li consideravo
difficili da regolare, con la paletta che dopo qualche
cattura importante andava "aggiustata" e col pesciolino
che ruotava su se stesso o saltava fuori dall'acqua; ma,
col tempo e dopo continui insuccessi usando le "classiche"
esche da tonni, ho dovuto ricredermi. Sì, amici pescatori,
per chi non lo avesse ancora scoperto posso affermare
con tutta franchezza che i Rapala funzionano.
NON SOLO CON I TONNI
MA CON TUTTI I PREDATORI
Non funzionano solo coi tonni ma anche coi wahoo, carangidi,
barracuda, lampughe, kingfish, bonitos, snapper, cernie
e, udite udite, anche coi sailfish e i marlin. Di solito,
in presenza di tonni filo cinque lenze di cui due molto
a corto, la centrale appena al termine della turbolenza
delle eliche e le altre due per l' appunto più a lungo.
Le misure più comuni dei Rapala usati sono la 14 e la
18 cm anche se in alcuni giorni difficili è capitato di
catturare tonni di 10/15 kg pescando coi minnow da 12
e 9 cm. I colori più catturanti, i seguenti: FT, RH, PM,
SM, GRF e il CG con, l' FT in assoluto il migliore. I
pesci fino a 15 kg abboccano a corto dai 5 ai 10 metri,
mentre quelli più grossi bisogna andare a prenderli a
distanze superiori che a volte arrivano o superano i 50.
Meglio trainare col sole in faccia o alla dritta o alla
sinistra poiché i tonni tendono a "salire" arrivando da
prua e, se noi avessimo il sole alle spalle, loro lo avrebbero
negli occhi col rischio di rimanere abbagliati e di non
vedere le esche.