Frequentando zone di pesca
diverse, ho notato che non esiste un periodo ben preciso
in cui questi cefalopodi si concentrano in gran numero,
o meglio, tale periodo,
coincidente con quello della riproduzione, varia molto da
zona a zona. Ad esempio, nella zona dell'Argentario, quella
che frequento più assiduamente, è da Aprile a Luglio che
si hanno maggiori possibilità di catturare esemplari di
mole, generalmente di peso compreso fra i 3 ed i 6/7 kg.
Quello che di norma - salvo le debite eccezioni - non cambia
mai sono le zone, limitate, in cui i polpi si concentrano,
che anno dopo anno sono sempre le stesse. Ho potuto constatare
che molto spesso le tane più grandi e più belle sono periodicamente
abitate dal polpo, segno inequivocabile che, come avviene
per tutte le specie di pesci di tana, anche il nostro cefalopode
sceglie il suo rifugio secondo ben precisi parametri. Per
quanto riguarda la tecnica di pesca, abbiamo detto che la
difficoltà maggiore sta nell'individuare la preda ma, specialmente
nel caso di cefalopodi di grandi dimensioni, potrebbero
sorgere problemi anche nella successiva fase di stanamento.
Per evitare problemi, consiglio di curare molto la fase
di mira, visto che avremo a disposizione tutto il tempo
necessario, al fine di colpire il polpo in testa, all'altezza
dei grandi occhi, preferibilmente con asta dotata di fiocina
a 5 punte. Una volta colpito, è necessario afferrare immediatamente
il cefalopode per i tentacoli, approfittando dell'attimo
di smarrimento che segue il colpo e che precede la reazione
dell'animale. In quel preciso istante, con un poderoso strattone
riusciremo ad estrarre agevolmente il polpo dalla sua tana.
Se non riusciamo ad approfittare di quell'attimo di incertezza
e non avremo fulminato istantaneamente il polpo, ci dovremo
preparare ad un estenuante tira e molla. In questi casi,
un valido trucco consiste nello spingere con forza il cefalopode
all'interno del suo nascondiglio agendo sull'asta del fucile
e nel lasciare riposare la situazione per 20 - 30 minuti.
Potremo, nel frattempo, continuare a pescare nelle vicinanze.
Al nostro ritorno, nella stragrande maggioranza dei casi,
troveremo il polpo direttamente fuori dalla tana, intento
ad abbandonare lentamente un rifugio sentito non più sicuro.
Sconsiglio vivamente di infilare le mani all'interno della
tana al fine di cercare di estrarre di forza il polpo: è
una fatica inutile, specie con gli esemplari più grossi,
ed inoltre è anche molto pericoloso.
Fino a qualche anno fa avevo anch'io questa pessima abitudine,
ma da quando un grosso esemplare, di circa 6 kg., mi ha
pizzicato col possente becco un dito della mano destra,
procurandomi una ferita che mi è stata ricucita con 4 punti
di sutura, le mani all'interno delle tane di polpo non le
infilo più. Fu un'esperienza che al solo ricordo mi fa sentire
i sudori freddi ! Ero trattenuto sul fondo contro la mia
volontà e solo con un violentissimo strattone, che causò
la lacerazione del dito azzannato nonostante indossassi
i guanti di neoprene, riuscii a liberarmi ed a riguadagnare
la superficie. In conclusione, il polpo rappresenta sicuramente
una preda molto valida per i principianti, cui consente
di sviluppare un certo occhio ed una attenzione ai particolari
del fondale che suggeriscono la presenza di potenziali prede.
E, cosa da non sottovalutare, è molto più gustoso dei tordi
e delle salpe che, normalmente, costituiscono le prede del
neofita, tanto che il polpo viene difficilmente snobbato,
specie se di mole, anche dai pescatori più esperti.