SUBACQUEA


Il re del trasformismo

Il polpo è un mollusco cefalopode molto intelligente: pensate che possiede un rapporto tra peso del cervello e peso corporeo fra i più alti tra le creature marine ed inoltre ha neuroni... sparsi un po' in tutto il corpo.

Testo di Massimiliano Volpe - foto di M. Volpe - Charlie Patriarca e Giovanni Camera Roda

Polpo

i nutre di molluschi, sia bivalvi che cefalopodi, crostacei e piccoli pesci, che cattura con impeccabili agguati sul fondo, utilizzando i suoi tentacoli muniti di doppio ordine di ventose per ghermirli.
La sua bocca è dotata di un possente becco corneo, con cui riesce ad aprire il guscio dei molluschi bivalvi di cui è ghiotto. Spesso è proprio questa sua abitudine alimentare a tradire il suo nascondiglio, poiché il polpo sovente lascia i gusci delle sue prede proprio davanti alla tana. Generalmente il polpo si "costruisce" un nascondiglio in grado di proteggerlo dall'attacco dei molti pesci che gradiscono le sue carni gustose, in primis murene, gronghi, cernie e dentici. La tana può essere un buco o una spaccatura presente nella roccia, oppure può essere scavata direttamente nel fango o nella sabbia, di solito sotto ad un sasso.

RASENTI AL FONDO FRA TANE NATURALI E ANFRATTI

Polpo

Questo suo movimento è stato imitato dagli aspettisti, poiché è in grado di stimolare incredibilmente la curiosità di predatori come il dentice. In caso di attacco da parte di un predatore, il polpo è addirittura disposto a sacrificare uno o due tentacoli pur di salvarsi la vita, con un comportamento simile a quello di alcune lucertole, che lasciano all'aggressore la propria coda per poi fuggire. Come per i rettili la coda perduta è destinata a ricrescere, così avviene per il polpo: i tentacoli strappati ricresceranno. Altre volte troveremo il cefalopode completamente nascosto, murato all'interno della tana, tanto che anche solo per poterlo vedere saremo costretti a togliere qualcuno dei ciottoli che ostruiscono l'imboccatura a formare una sorta di "muro a secco" eseguito con rara maestria. Questa singolare abilità del polpo nel "maneggiare" i ciottoli per proteggersi dai predatori è a volte veramente sorprendente: mi è stato raccontato dal presidente del mio circolo, veterano della pesca subacquea e acuto osservatore del mondo sommerso, che una volta si imbatté in un grosso polpo impegnato in "battaglia" contro alcuni giovani dentici che tentavano di azzannarlo. Il cefalopode, sorpreso in un tratto di fondale pianeggiante, privo perciò di nascondigli in cui ripararsi, aveva "impugnato" alcuni ciottoli coi suoi tentacoli, brandendoli a mo' di scudo e proteggendosi così dai denti aguzzi dei suoi aggressori.


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