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La nuova interpretazione della pesca ai grandi predatori, che si dimostrano sempre più smaliziati, ha portato ad un progressivo impiego di lenze sempre più sottili anche con pesci dalle note doti combattive come ad esempio i tonni, le ricciole, le lecce e altri ancora.

Testo di Domenico Craveli - foto di M. Pastacaldi

e doppiature di lenza, per rinforzare i terminali e metterli al riparo dalle abrasioni dovuti agli apparati boccali dei predatori, sono quindi una soluzione indispensabile per portare a buon fine le catture più importanti.
Un filo di grosso diametro si presenterebbe molto più rigido e paradossalmente meno resistente.
Le lenze però sono sempre sottoposte a carichi al limite della loro resistenza, e i nodi, da sempre punti critici e responsabili di rotture, devono lavorare anche in elasticità e resistenza all’unisono con le restanti componenti.


ANTICO E MODERNISSIMO ALLO STESSO TEMPO

La ricerca della perfezione,nel nostro caso per la realizzazione delle doppiature, si è materializzata nel famigerato “Bimini Twist”. Sicuramente con un po’ di manualità ci accorgeremo che è più facile realizzarlo che spiegarlo, comunque è conveniente prepararne preventivamente una buona scorta , per avere disponibili in barca più soluzioni con diversi diametri pronti per montare gli ami a seconda delle esigenze di pesca. Si tratta quindi di un nodo che ogni trainista che si rispetti deve conoscere perché praticamente non ha alternative con la stessa affidabilità.


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