Le ultime due ore di combattimento
erano trascorse cercando di dosare energie e sangue freddo,
in un silenzio surreale. Poi tutto accade in pochi secondi.
Testo di Diego
Farneti - foto di Diego Farneti e AA.VV.
Prologo ite!
Vite! Dans l'eau!!" furono le ultime parole che Rodrigo,
il nostro piroghiere gabonese, ci urlò prima di gettarsi
nelle acque scure della laguna illuminate solo dall'unica
torcia ancora funzionante.
In meno di un secondo io ed Ivan A, con le braccia e la
canna che urlavano pietà, saltammo in acqua, senza nemmeno
porci il problema dei coccodrilli, degli squali o degli
onnipresenti famelici granchi dell'estuario di Iguela.
Sono le 2:30 di notte e ci sono 60 centimetri d'acqua
della secca nel mezzo della laguna. Rodrigo riesce miracolosamente
a gaffare la mascella inferiore del grosso Tarpon e passa
il raffio (veramente troppo piccolo!!) a Florin la nostra
guida francese ed a Ivan B, che al sicuro sul piccolo
battello scrutano col fiato sospeso la scena mentre io
mi ritrovo paralizzato per l'emozione.
Nell'issare
l'enorme “sardina” fuori dall'acqua, il raffio cominca
però ad aprirsi e la situazione sembra precipitare. Ivan
A con la canna da spinning in mano, ed il cuore in gola,
mi dà una pacca sulle spalle e mi urla "Prendilo!!!",
ed io mi getto sul pesce scansando Rodrigo (che di peso
fa si e no 60 chili contro i miei "quasi" 100...) afferro
a braccia aperte il pesce e di prepotenza lo spingo in
barca. Un urlo liberatore si alza nell'aria. E’ fatta.
Il Pesce Re questa volta ha perso. Ed è nel mezzo
del niente, e nell'oscurità più completa che tre italiani,
un francese (la nostra guida) ed un Gabonese si ritrovano
ad esultare ed a saltare come cinque bambini. 3 ore 15 minuti e 900 metri dopo la ferrata (solo
gli ultimi 300 in barca), l'euforia aveva rimpiazzato
la fatica, la fame, l'adrenalina e tutti i dubbi sull'esito
del combattimento che ci avevano assalito al termine della
prima ora. Alla pesa, l'esemplare accusò "solo" 56 kg, ma
una combinazione di forte corrente di marea e la fatica
di aver già combattuto una decina di carpe rosse oltre
i dieci chili e una mezza dozzina di tarpon nella stessa
serata tutti su attrezzature leggere, ci regalarono un'emozione
epica, quella di aver realizzato l'impossibile. Ora la
nostra vacanza era davvero completa.