È proprio
vero che per avere risultati bisogna insistere specialmente
se la tecnica scelta è quella della traina in Liguria. Quello
che è capitato a noi è la conferma che la
perseveranza paga.
A cura di Andrea, Nicola, Margherita e Stefano da Celle
Ligure
osì
dopo alcuni anni di tentativi finalmente questa estate si
sono visti dei risultati di rilievo, non che la fortuna
non ci abbia assistito, ma la preda questa volta andava
assolutamente portata in barca perché a raccontarlo nessuno
ci avrebbe creduto. Ma incominciamo dall’inizio: le prime
uscite d’agosto denunciavano la scarsa presenza delle solite
specie (bonito, lampughe, palamite e sgombri) catturate
in passato sottocosta e così, anche sentendo i racconti
degli amici, ci eravamo convinti che fosse giunto il momento
di cercare la preda più ambita.
Il sedici agosto, rinnovata l’attrezzatura, partimmo di
buon mattino alla ricerca del "Marlin del Mediterraneo",
di cui erano stati fatti avvistamenti intorno alle cinque
o sei miglia. Armate le quattro canne, rispettivamente da
30 e 40 libbre, con jig e minnow di vario tipo, portammo
l'andatura dello Sciallino ai 6/7 nodi e… incrociammo mani,
dita e piedi. Certamente le speranze erano molte ma… alle
10 e 30 ancora nulla. Poi, improvvisamente il dolce suono
del cicalino ci risvegliò dal torpore. zzz... una
delle canne da 30 lb con la sua flessione ci fece il regalo
più atteso; iniziammo recuperare e all'inizio niente faceva
presagire la preda di cui si era tanto sentito parlare.
La lenza non tirava troppo e anzi sembrava quasi inseguirci;
ad un tratto a dieci quindici metri dalla barca si mosse
qualcosa che sembrava una pinna... ma non lo era. La superficie
del mare ci mostrò invece una stupenda cresta...
poi di nuovo zzz... ecco che la frizione canta e labobina
comincia pericolosamente a scorrere. D’improvviso si ferma
e… che guizzo finalmente ne siamo certi l’Aguglia Imperiale
esce dall’acqua e si manifesta in tutta la sua maestà.
A questo punto il
timore di perderla diventa assillante e ci vengono a mente
nell’ordine i nodi le girelle i moschettoni;seguiamola e
stanchiamola è il pensiero di tutti. Gli occhi non
si scostano più dalla congiunzione tra lenza e acqua e il
timone segue l’andamento. Sono le 12 e 20 e la resistenza
del pesce è pari alla nostra fatica. La intravediamo affiancarsi
lentamente alla barca grazie alla bontà delle attrezzature
che per fortuna stanno reggendo sembra fatta... ma giù ancora
l’ultimo zzz... ma oramai torna subito a galla; serve solo
una raffiata ed il pesce dei sogni è finalmente nostro.