La
pesca in drifting si attua principalmente in due modi,
ancorati o a scarroccio. Entrambe le tecniche hanno i
loro lati positivi e negativi, cerchiamo di esaminarli
in modo da pescare nella maniera più adatta alle varie
situazioni che possiamo incontrare.
a
tecnica del drifting ancorati è da preferirsi quando vogliamo
mantenerci in una zona ben precisa caratterizzata da forti
dislivelli batimetrici, in presenza di secche, cigliate,
relitti o quando si è certi della presenza di pesce in
un ben delimitato e circoscritto tratto di mare. Le condizioni
ottimali per pescare ancorati si hanno quando la corrente
ed il vento vanno nella stessa direzione o al massimo
angolati fra loro di non più di 90°, con corrente e vento
che vanno nella direzione opposta la pesca all’ancora
risulta impossibile perché le lenze sarebbero inevitabilmente
trasportate verso la cima dell’ancora.
PASTURA IN MARE PER IL
RE DEI PREDATORI
La presenza di corrente è fondamentale, più forte è meglio
è, perché consente di effettuare una scia di pastura molto
lunga richiamando il pesce anche da molto lontano e le
lenze in pesca stanno ben tese e distanziate tra loro. Quando la corrente
e debole o addirittura assente avremo difficoltà ad allontanare
le lenze dalla barca e la pastura scenderà a picco senza
effettuare un efficace richiamo.
Per quanto riguarda l’azione specifica di pesca, una volta
giunti in zona e constatata la direzione della corrente
si può accelerare l’azione della pastura effettuando la
cosiddetta strisciata risalendo la corrente e gettando
sarde ad intervalli regolari per una distanza che può
arrivare anche ad un miglio, dopodiché si provvede all’ancoraggio
e sempre continuando a pasturare si dispongono le lenze
in pesca.