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La pesca in drifting si attua principalmente in due modi, ancorati o a scarroccio. Entrambe le tecniche hanno i loro lati positivi e negativi, cerchiamo di esaminarli in modo da pescare nella maniera più adatta alle varie situazioni che possiamo incontrare.

Testo di Claudio Frosini - Foto di C. Frosini e A. Costanzo

a tecnica del drifting ancorati è da preferirsi quando vogliamo mantenerci in una zona ben precisa caratterizzata da forti dislivelli batimetrici, in presenza di secche, cigliate, relitti o quando si è certi della presenza di pesce in un ben delimitato e circoscritto tratto di mare. Le condizioni ottimali per pescare ancorati si hanno quando la corrente ed il vento vanno nella stessa direzione o al massimo angolati fra loro di non più di 90°, con corrente e vento che vanno nella direzione opposta la pesca all’ancora risulta impossibile perché le lenze sarebbero inevitabilmente trasportate verso la cima dell’ancora.

PASTURA IN MARE PER IL RE DEI PREDATORI

La presenza di corrente è fondamentale, più forte è meglio è, perché consente di effettuare una scia di pastura molto lunga richiamando il pesce anche da molto lontano e le lenze in pesca stanno ben tese e distanziate tra loro.
Quando la corrente e debole o addirittura assente avremo difficoltà ad allontanare le lenze dalla barca e la pastura scenderà a picco senza effettuare un efficace richiamo. Per quanto riguarda l’azione specifica di pesca, una volta giunti in zona e constatata la direzione della corrente si può accelerare l’azione della pastura effettuando la cosiddetta strisciata risalendo la corrente e gettando sarde ad intervalli regolari per una distanza che può arrivare anche ad un miglio, dopodiché si provvede all’ancoraggio e sempre continuando a pasturare si dispongono le lenze in pesca.


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