Gli
esemplari presenti in queste acque hanno una taglia media
intorno ai 4 chili, ma non sono rari esemplari oltre i 10.
Sono predatori stanziali, che effettuano soltanto delle
piccole migrazioni giornaliere
dagli elevati fondali vicinissimi alla costa fino in pochi
metri d’acqua. Riuscire a cogliere i tempi e i luoghi di
questi seppur brevi spostamenti è alla base del successo.
Solitamente, la notte, i dentici si portano in acque basse
e vi permangono fino ad un ora due dopo l’alba, ritornando
con l’avanzare del giorno a batimetriche più sostenute,
intorno ai 40 metri.
GALEA, NATA SOTTO IL SEGNO DEI PESCI
Lo
scoglio della Galea, al limite ovest della baia, molto noto
dal punto di vista turistico, rappresenta uno degli hot-spot
più interessanti da battere. Nei suoi pressi infatti si
riuniscono numerosi esemplari del nostro grintoso sparide,
che però denotano una diffidenza superiore alla norma, e
cosa strana, nonostante sia in branco, rarissimamente va
in frenesia alimentare. La profondità in questo punto varia
dagli 8 ai 14 metri, sprofondando all’improvviso a meno
45 spostandosi poco più al largo. Questa fascia rappresenta
il percorso che quotidianamente i dentici seguono nel loro
vagare. Troveremo così una vasta scogliera sommersa ricca
di vita, dove insieme al nostro ricercato numero uno, potremo
imbatterci in piacevoli sorprese, come cernie di tutte le
specie, qualche rarissimo ma splendido dentice corazziere,
e dulcis in fundo, ricciole di tutte le taglie. La zona
è così vasta che non è difficile individuarla, non necessita
nemmeno di particolari mire a terra poiché siamo a poche
centinaia di metri dalla costa. La tecnica più redditizia
per insidiarlo è la traina, rigorosamente con il vivo. La
conformazione del fondo rende problematico l’utilizzo degli
artificiali.